Licenziata dall’Ulss, si ripresenta al lavoro e viene scortata dalla Polizia: “Denunciato appalti irregolari”
L’ingegnera, licenziata dall’Ulss 5 Polesana, è tornata al lavoro a Rovigo ed è stata allontanata dalla Polizia su richiesta della Direzione
A Rovigo l’ingegnera Antonietta Perrone, licenziata dall’Ulss 5 Polesana, è tornata al lavoro ritenendo non esecutivo il provvedimento e venerdì è stata fatta uscire dagli uffici dalla Polizia. La dirigente collega il licenziamento alle denunce su appalti irregolari, mentre l’azienda difende la correttezza degli atti: la vertenza di lavoro proseguirà in tribunale.
- Licenziata dall’Ulss 5 e rientro al lavoro a Rovigo
- Le denunce sugli appalti e l’avvio dei procedimenti disciplinari
- La dirigente contesta il licenziamento, l’Ulss lo difende
Licenziata dall’Ulss 5 e rientro al lavoro a Rovigo
Antonietta Perrone, ingegnera ed ex responsabile del Provveditorato, Economato e Logistica dell’Ulss 5 Polesana, è stata accompagnata fuori dagli uffici di Rovigo dalla Polizia il 5 dicembre. L’intervento è stato richiesto dalla Direzione strategica, spiegano i suoi avvocati, dopo che la dirigente si era presentata al lavoro dall’1 dicembre, alla scadenza della sospensione cautelare iniziata a settembre.
Il 27 novembre, Perrone aveva ricevuto la notifica del “licenziamento disciplinare senza preavviso”, firmato il 10 novembre. I legali sostengono però che il provvedimento non fosse ancora esecutivo, mancando passaggi formali come la presa d’atto deliberativa e le comunicazioni agli organi competenti. L’Ulss ritiene invece corretta la procedura e considera la dirigente a tutti gli effetti licenziata.
© 2025 OpenMapTiles | © 2025 OpenStreetMap | © 2025 TomTom | © 2025 ESA, Copernicus Sentinel | © 2025 IODL 2.0 | Tuttocittà
Rovigo: ex responsabile licenziata dall’Ulss, si ripresenta al lavoro e viene allontanata dalla Polizia
Nonostante la notifica, Perrone ha frequentato gli uffici per cinque giorni consecutivi, partendo da Treviso, fino all’intervento della Polizia che l’ha invitata ad abbandonare la sede.
Le denunce sugli appalti e l’avvio dei procedimenti disciplinari
Secondo quanto riportato da Il Messaggero, la vicenda è iniziata a maggio, quando l’ingegnera ha presentato una serie di segnalazioni interne su presunte irregolarità negli appalti e nei contratti pubblici dell’Ulss 5. Fino a quel momento non aveva ricevuto sanzioni disciplinari e aveva sempre ottenuto valutazioni positive.
Dal mese successivo, Perrone è diventata destinataria di procedimenti disciplinari e di un procedimento per la risoluzione del rapporto di lavoro. Su quest’ultimo l’11 novembre è intervenuto il Comitato dei Garanti della Regione Veneto, esprimendo parere negativo, ritenendo non perseguibile la richiesta di risoluzione.
In pubblicazioni precedenti, la dirigente aveva denunciato anche un clima “intimidatorio” e criticità nella gestione degli appalti.
La dirigente contesta il licenziamento, l’Ulss lo difende
Per i suoi avvocati, il rientro in sede dall’1 al 5 dicembre era legittimo perché “non vi era alcun atto deliberativo che rendesse esecutiva la sanzione disciplinare”.
L’intervento della Polizia viene definito “un atto ingiustificato”, avvenuto davanti a colleghi e personale. Perrone ha impugnato il licenziamento e ha avviato ulteriori azioni legali in continuità con i ricorsi già presentati nei mesi scorsi.
L’Ulss, attraverso il direttore generale Pietro Girardi, ha scelto di non entrare nel merito delle dichiarazioni della dirigente. L’azienda ribadisce di essere “pienamente convinta della bontà dei provvedimenti adottati”, sostenendo che l’operato della direzione risponde alla tutela degli utenti e della comunità sanitaria. La vertenza proseguirà davanti al giudice del lavoro.
123RF / Facebook Antonietta Perrone