Liliana Resinovich, Sebastiano Visintin torna ad attaccare Claudio Sterpin in tv: "Si deve solo vergognare"
Omicidio di Liliana Resinovich e la perizia di Cristina Cattaneo, Sebastiano Visintin attacca duramente Claudio Sterpin
Continuano le indagini per fare luce sull’omicidio di Liliana Resinovich, il cui caso ha avuto una svolta dopo la perizia elaborata da Cristina Cattaneo. Nel frattempo non si placano le polemiche tra il marito e l’amico della defunta, ossia tra Sebastiano Visintin e Claudio Sterpin. Il primo, ospite nella trasmissione Storie Italiane, è tornato ad attaccare il secondo, indirizzandogli parole durissime e accusandolo di “infangare il nome di Liliana”.
- Liliana Resinovich, Sebastiano Visintin si scaglia contro Claudio Sterpin
- Liliana Resinovich, passaggio cruciale in Cassazione
- La perizia di Cristina Cattaneo
Liliana Resinovich, Sebastiano Visintin si scaglia contro Claudio Sterpin
A Storie Italiane, Eleonora Daniele, mentre c’era Visintin in studio, ha mandato in onda una vecchia intervista di Sterpin.
“Io – dichiarava Sterpin – vorrei che una persona mi possa spiegare come Liliana è stata trovata in quelle condizioni il 5 gennaio. Era scomparsa il 14 dicembre, com’è che era intatta? Non solo. Lei dove cavolo si sarebbe suicidata? Uno che si suicida è uno straccio appena morto, punto e basta”.
ANSA
E ancora: “Chi l’ha vestita? Era vestita puntualmente… Chi l’ha portata là? Non può essersi ammazzata in quel punto in cui è stata trovata perché i cinghiali l’avrebbero divorata in due notti”.
“Se ben ricordo – ha aggiunto Sterpin -, Sergio, fratello di Liliana aveva detto che Sebastiano era andato da lui in casa con una GoPro precedente, non la 9, ma la 7. Lui un anno prima chiedeva a Sergio lumi su come usarla. Non è stato sequestrato niente e invece doveva essere sequestrato tutto il materiale. E tutte le cose che Sebastiano ha detto a sua difesa non sono state verificate”.
Dopo aver visionato l’intervista, Visintin ha attaccato Sterpin: “Non ho nulla da dire. Con questo signore non ho nulla da spartire. A me interessa solo Liliana. A questo signore non voglio contestare niente, lui si deve solo vergognare di pronunciare il nome di Liliana perché sta infangando una persona che non c’è più”.
“Io ho vissuto 32 anni con lei, questa persona non deve permettersi di nominarla perché Liliana non c’è più e non può difendersi“, ha concluso Visintin.
Liliana Resinovich, passaggio cruciale in Cassazione
Domani 18 novembre ci sarà un passaggio importante in Cassazione. Verrà discusso il ricorso avanzato dagli avvocati di Sebastiano Visintin.
“I legali – è stato riassunto a Storie Italiane – hanno chiesto di inserire nuovi elementi nell’incidente probatorio, cioè che l’attività che sta svolgendo adesso il Gip possa poi assurgere direttamente a dibattimento. Hanno chiesto di inserire anche la medicina legale, cioè i risultati ottenuti prima da Fulvio Costantinides e poi dalla professoressa Cristina Cattaneo per quanto riguarda il corpo di Liliana e gli esiti dell’autopsia”.
“Gli avvocati – hanno riferito sempre a Storie Italiane – hanno chiesto che anche la fattispecie relativa all’aggressione subita o meno da Liliana sia discussa da un perito e da un giudice terzo. Se la Cassazione, esaminando il ricorso, dovesse avallarlo, allora verrà nominato un perito superpartes che deciderà su questo aspetto”.
La perizia di Cristina Cattaneo
La perizia di Cattaneo ha fatto prendere una nuova rotta al caso in quanto è stato messo nero su bianco che Liliana non si sarebbe suicidata, ma sarebbe stata uccisa.
A provare ciò, secondo Cattaneo, ci sono le “evidenze tecniche a disposizione che convergono a delineare uno scenario in cui solo una dinamica omicidiaria estrincatasi a mezzo di soffocazione esterna diretta trova concreta motivazione tecnica”.
ANSA/Mediaset