Madonna di Trevignano, l'avvocato di Gisella Cardia contro le accuse "alla genuinità del fenomeno religioso"
Il legale di Gisella e Gianni Cardia, l'avvocato Marazzita, è intervenuto in Tv per rispondere alle accuse di truffa sulla Madonna di Trevignano
Il legale di Gisella Cardia passa al contrattacco in Tv dopo il rinvio a giudizio della “veggente” della Madonna di Trevignano e del marito. L’avvocato Giuseppe Marazzita è intervenuto su Rai 2 esponendo la linea difensiva dei coniugi, accusati di truffa aggravata in concorso, per le centinaia di migliaia di euro ricevute dai fedeli dopo le apparizioni inscenate nel comune alle porte di Roma.
- Il caso della Madonna di Trevignano
- Il rinvio a giudizio di Gianni e Gisella Cardia
- La linea difensiva dell'avvocato
Il caso della Madonna di Trevignano
Secondo quanto ricostruito dalla procura di Civitavecchia, Gisella e Gianni Cardia avrebbero escogitato le finte visioni della Madonna, le trasudazioni di sangue dalla statuetta della Vergine Maria e da un quadro raffigurante Cristo, per raccogliere fondi tra gli adepti, allo scopo di finanziare e allestire il luogo di culto sulla collina del paese laziale.
Tracce ematiche che, dalla perizia sul Dna realizzata per il tribunale dal genetista Emiliano Giardina, sono riconducibili alla sedicente santona.
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Gisella Cardia durante una cerimonia a Trevignano
Il rinvio a giudizio di Gianni e Gisella Cardia
Come sostenuto nel decreto di rinvio a giudizio sul caso della Madonna di Trevignano, i coniugi Cardia avrebbero ottenuto “ingiusto profitto e forte visibilità mediatica”, inducendo i fedeli a credere con “artifizi e raggiri” nel timore di “futuri cataclismi e sciagure“.
La fantomatica veggente e il marito, scrive il pm Alberto Liguori, “organizzavano una raccolta fondi per finanziare l’associazione ‘Madonna di Trevignano’, nel frattempo costituita e deputata alla gestione dell’opera pseudoreligiosa che, per come sopra ideata e realizzata, induceva in errore taluni che, confidando nella genuinità delle apparizioni, si determinavano a offrire somme di danaro in favore dell’associazione e, in una occasione, dello stesso Cardia”.
Accuse che il legale della coppia, il professore Giuseppe Marazzita, ha respinto in collegamento con la trasmissione Storie Italiane su Rai 2.
“A me sembra una contestazione molto fragile, nel senso che ciò che si contesta sostanzialmente è la genuinità del fenomeno religioso, che è qualcosa che ha valore e verità all’interno di una dimensione di fede”
“È facile constatare che qualunque religione condivide delle verità di fede” ha affermato il legale “ma vista dall’esterno, da coloro che credono in altre religioni, sono delle pseudo-verità e quindi tutte le verità di un’altra religione sono false e questo è del resto una dimensione naturale”.
La linea difensiva dell’avvocato
Incalzato dalla conduttrice Eleonora Daniele sulle cifre ricevute dai suoi assistiti, l’avvocato ha affrontato il fulcro della contestazione della truffa aggravata.
“Di certo c’è che vengono contestate donazioni per oltre 300mila euro riguardo 10 anni, significa 30-40mila euro l’anno, sono dei contributi assolutamente modesti, ma soprattutto, e questo è riportato nel capo di imputazione, tutte queste somme sono state utilizzate solo per attività finalizzate alla realizzazione di questo luogo di preghiera” ha spiegato Marazzita, precisando che “nessuno si è comprato un orologio di valore o si è organizzato un viaggio”.
“Anche le donazioni più importanti, fatte da persone capaci di intendere e di volere dal notaio, con bonifici tracciati e mai nulla di losco o in contanti, comunque sono state utilizzate per quello” ha aggiunto.
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