Madonna di Trevignano, la rivelazione di Luigi Avella accusatore di Gisella Cardia: "Una bara sulla mia auto"
Novità per il caso della Madonna di Trevignano. L'accusatore di Gisella Cardia, Luigi Avella, ha rivelato di aver trovato una bara sulla sua auto
Nuovi sviluppi sul caso della Madonna di Trevigiano e della veggente Gisella Cardia. Il suo principale accusatore, Luigi Avella, ha rivelato di aver trovato, in passato, una bara sulla propria auto e di essere stato perseguitato negli ultimi tre anni, cosa che lo spingerà a costituirsi parte civile del processo.
- Madonna di Trevignano, parla l'accusatore di Gisella Cardia
- Le rivelazioni di Luigi Avella
- La bara sulla macchina
- Le cifre donate alla veggente
- Chi è Luigi Avella
Madonna di Trevignano, parla l’accusatore di Gisella Cardia
La Procura di Civitavecchia ha rinviato a giudizio, per truffa aggravata, Gisella Cardia, all’anagrafe Maria Giuseppa Scarpulla, e il suo compagno Gianni Cardia. Tra i suoi principali accusatori c’è Luigi Avella che, insieme alla moglie Franca, ha donato cifre rilevanti alla donna.
In un’intervista televisiva, l’uomo ha rivelato di essere stato perseguitato negli ultimi anni e di aver trovato, nell’autunno dello scorso anno, una bara sulla propria auto. Un atto che lo ha spaventato e lo ha portato a non dormire di notte per un lungo periodo.
IPA
Le rivelazioni di Luigi Avella
Nella puntata del 12 novembre, a “Storie italiane”, su Rai Uno, è intervenuto Luigi Avella, il primo pentito ad aver pubblicamente raccontato di essersi fidato di Gisella Cardia, la veggente di Trevignano, e ora diventato il suo principale accusatore.
Nel suo intervento, ha raccontato di essersi confrontato col suo legale e di essere pronto a prendere provvedimenti. “Stiamo valutando tre aspetti: la costituzione di parte civile, in modo da essere parte attiva del processo, per fare appello in caso di assoluzione, poi il danno biologico e quello morale. Ho ancora una querela, non archiviata, per diffamazione visto che Gisella aveva fatto capire che avevo fatto delle avances sessuali”, dice.
“Valutiamo di costituirci parte civile anche se abbiamo poco tempo visto che la richiesta deve avvenire prima dell’udienza preliminare. È un’azione necessaria che stiamo valutando per tutto quello che è accaduto negli ultimi 3 anni in cui sono stato perseguitato. Ho trovato una bara sulla mia macchina, non l’ho mai detto, e ho passato diverso tempo nei pronti soccorsi, con un’ematuria durata tre anni”, rivela.
La bara sulla macchina
“È la prima volta che ne parlo perché il mio avvocato mi invitava al silenzio. Ho trovato questa bara nel mio garage condominiale. È accaduto nell’autunno dello scorso anno. Tre persone sono state denunciate, mi avevano accusato di essere uno stupratore seriale e di aver violentato un bimbo di 8 anni”, racconta.
Avella passa poi a raccontare del momento in cui fece questa macabra scoperta. “Ho visto qualcosa sulla macchina ma non avevo capito, ho realizzato cosa fosse solo quando misi la vettura in moto. Ho avuto paura anche solo a toccarla, l’ho fatta cadere guidando”, aggiunge.
L’uomo si dice spaventato soprattutto perché conosceva bene cosa facessero in quella setta. “Sapevo una cosa che mi traumatizzava. Loro praticavano la magia. Non ho più dormito da quella notte. Da allora scrivo libri, ne ho scritti 28. Ancora oggi ho paura perché praticano la magia anche perché lì il demonio era di casa, visto che Gisella mi aveva praticato un esorcismo”, confessa.
Le cifre donate alla veggente
Luigi Avella parla poi della cifra data da lui e da sua moglie a Gisella e che è stata usata per comprare box e auto. L’uomo ha donato circa 123mila euro ma le donazioni alla veggente sono state ben più cospicue e numerose, provenienti da ogni parte del mondo. “La Procura ha fatto un lavoro prezioso ma i 375mila euro attestati sono solo le donazioni tracciabili. Dietro c’è tutto un mondo sommerso. Una veggente che ha frequentato Gisella andò dai carabinieri e allora si parlava di sei milioni di euro”, rivela nel suo intervento.
“Noi abbiamo gli occhi puntati sull’Italia ma serve attenzionare la Francia e anche la Polonia. C’era un’associazione, l’Associazione dell’amore misericordioso polacco, che è stata bandita dalla Chiesa e che è guidata da un sacerdote molto vicino a lei, che organizzava viaggi in Polonia e che aveva 55mila adesioni. Veniva chiesto un euro per la costruzione del santuario e chissà quanti soldi potevano arrivare in Italia”, ricorda.
Infine, per chiudere il suo intervento, rivela di sentirsi ora più libero di parlare in quanto in precedenza gli inquirenti lo invitavano a non esporsi troppo e di aspettare l’inizio del processo.
Chi è Luigi Avella
Luigi Avella ha 70 anni, è un ex funzionario del ministero dell’Economia e un esperto di teologia. È un regista ed è laureato in Giurisprudenza alla Lumsa.
Ha conosciuto Gisella Cardia nel 2017 quando stava girando un film su Santa Rosa, la patrona di Viterbo. Interrogato sulla grande somma versata nelle sue casse, ha risposto: “Ero convinto servissero per qualcosa”.
Prima fervente credente delle dottrine e delle rivelazioni della veggente, si è poi ricreduto e, pentito, l’ha accusata, ha segnalato i suoi rapporti con la Curia e ora è in causa con la donna cui ha donato 123mila euro e che ora rivuole indietro.
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