Maratoneti Alberto Zordan e Anna Zilio trovati morti a pochi giorni di distanza, dubbi sui certificati medici

Morti ravvicinate dei runner Anna Zilio e Alberto Zordan, le Procure di Verona e Vicenza indagano: tutti i dubbi sui certificati medici

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Le Procure di Verona e Vicenza indagano sulla morte, avvenuta a pochi giorni di distanza, dei maratoneti amatoriali Anna Zilio e Alberto Zordan. I due runner erano tesserati presso la medesima società sportiva. Sono in corso verifiche sui certificati medici dei due atleti ed è emerso che, nel 2021, Zilio avrebbe temporaneamente sospeso l’attività sportiva per un problema di salute.

Alberto Zordan e Anna Zilio: il giallo della morte a pochi giorni di distanza

È mistero sulle morti dei due maratoneti, Alberto Zordan e Anna Zilio, deceduti a poche settimane di distanza in circostanze non del tutto chiare.

Anna Zilio, 39 anni, è stata trovata morta nel suo appartamento di Verona lo scorso 13 ottobre. Il 2 novembre, invece, la stessa sorte è toccata al 48enne Alberto Zordan, che è stato trovato morto a letto dalla moglie.

maratoneti alberto zordan anna zilioiStock

I due runner erano tesserati per la stessa società

Zilio e Zordan correvano nella stessa squadra ed erano tesserati per la Km Sport, società che è anche un noto negozio specializzato per runner con sede a San Martino Buon Albergo, in provincia di Verona.

I due atleti avevano anche corso insieme ad Arzignano per una dieci chilometri il 5 ottobre, pochi giorni prima della scomparsa di Zilio.

L’ipotesi di un possibile caso di doping viene respinta dall’avvocato Pezzotti, legale della famiglia Zilio.

“Sono sicuro che non aspirassero a diventare professionisti, data l’età e anche le prestazioni”, ha affermato il legale.

I dubbi sui certificati medici di morte dei maratoneti

Sul caso delle morti dei due maratoneti indagano le Procure di Vicenza e Verona.

Dopo la morte di Alberto Zordan e Anna Zilio, sono stati eseguiti degli esami diagnostici. Secondo quanto riporta l’ANSA, i magistrati hanno disposto approfondimenti sui liquidi biologici, mentre il prelievo dei tessuti è già stato effettuato.

Nel frattempo, sono in corso le verifiche sui certificati medici di cui i due runner disponevano per partecipare alle competizioni.

Sarebbe emerso che Zilio, nel 2021, aveva temporaneamente interrotto l’attività sportiva per accertamenti medici. Non è però chiaro cosa sia accaduto all’epoca.

Inoltre, la runner era anche la segretaria della Km Sport e sembra che fosse proprio lei a occuparsi del caricamento dei certificati medici sul sistema. Per questo, è stata avanzata l’ipotesi che la documentazione possa essere stata manipolata.

Zordan, invece, risulterebbe in regola con i certificati.

Le parole del vicepresidente della società sportiva: “Nessun collegamento”

“Ci fa piacere che la Procura indaghi per capire la causa, però noi come società, non vediamo nessuna correlazione fra due morti”, ha affermato Emanuele Marchi, vicepresidente di Km Sport.

Marchi ha ricordato Anna Zilio come una “una ragazza solare, tutti i clienti del negozio hanno un ottimo ricordo e quindi sicuramente non è un momento facile. E dopo tre settimane questa notizia di un altro nostro atleta che è venuto a mancare improvvisamente, sicuramente ci turba molto”.

Tuttavia, il vicepresidente ha ribadito che non c’è alcun legame tra le morti di Zilio e Alberto Zordan.

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