Matteo Richetti vittima di doppio furto in due stazioni, rubati zaino e trolley: la battuta di Carlo Calenda

Giornata nera per Richetti che ha subito un doppio furto a Firenze e Roma: il suo racconto tra la battuta sui russi e la questione sicurezza in stazione

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Una domenica bestiale, un lungo viaggio in treno di quelli che restano indimenticabili sì, ma in senso negativo. Chiedere a Matteo Richetti che ha vissuto una giornata da nuvola di Fantozzi per la sfortuna. Il deputato di Azione, infatti, ha subìto un doppio furto: prima lo zaino e poi il trolley. A infierire, anche la battuta del leader del suo partito, Carlo Calenda.

Il viaggio per Roma in treno

Una di quelle classiche giornate da dimenticare. È quella capitata a Matteo Richetti, capogruppo alla Camera di Azione che ha subito non uno, ma addirittura due furti.

Come ha raccontato all’Adnkronos, Richetti stava tornando a Roma in treno da Brescia, dove era stato al compleanno di un amico e collega.

Matteo Richetti furoANSA

Richetti non era solo ma in compagnia di Ettore Rosato, vicesegretario di Azione, e Carlo Calenda, leader e fondatore del partito.

Prima lo zaino a Firenze…

Il primo episodio è avvenuto a Firenze: Richetti ha deciso di approfittare del treno fermo per qualche minuto per scendere a far fare una passeggiata al cane che aveva portato con lui in viaggio.

Giusto il tempo di fare due passi e, una volta risalito a bordo, Richetti si è accorto che il suo zaino, con dentro iPad e alcuni oggetti personali, non c’era più

“Ho chiamato il capotreno e mi ha detto che, purtroppo, è una dinamica frequente durante la sosta a Firenze“, ha raccontato Matteo Richetti.

… e poi il trolley a Roma

Ma, come si dice, quando una giornata parte male può finire peggio. Ed è esattamente quello che è accaduto al parlamentare. Non fosse bastata la sventura dello zaino, una volta arrivato a destinazione, a Roma, e salito in macchina “un ragazzo ha aperto il portellone e si è portato via il mio trolley“.

“Una scena da film”, l’ha descritta Richetti anche se questa volta il film ha avuto un finale meno amaro. L’autista, infatti, è stato rapidissimo nella reazione e ha raggiunto il ragazzo. Poi, come ha spiegato Richetti, “sono arrivati anche i carabinieri che hanno fermato il ragazzo e io, almeno il trolley, l’ho recuperato”.

La sicurezza e la battuta di Calenda

Sfortuna, giornata nera ma soprattutto… questione sicurezza: c’è anche questo nelle riflessioni di Richetti su quanto accaduto: “Per carità, c’è di peggio e alla fine ci abbiamo riso sopra”, ha detto.

Proprio a Calenda, alla fine, è scappata pure la battuta: “Matteo, forse coi russi stiamo esagerando…”.

“Scherzi a parte, le stazioni purtroppo restano zone pericolose per quanto impegno ci si metta a bonificarle”, ha concluso Richetti.

matteo-richetti-furto ANSA/ANSA