Maurizio Fugatti indagato per l'uccisione dell'orso M90, presidente del Trentino accusato per morte "crudele"
Maurizio Fugatti indagato per l’uccisione dell’orso M90, detto Sonny: il presidente è accusato di aver provocato una morte "crudele" all'animale
Maurizio Fugatti, presidente della Provincia di Trento è indagato per l’uccisione dell’orso M90. Ribattezzato Sonny dagli animalisti, l’orso sarebbe stato abbattuto senza rispettare il protocollo PACOBACE e sarebbe morto dopo lunghe sofferenze. A Fugatti, che all’epoca era Presidente del Trentino, viene contestato il reato di “uccisione con crudeltà”.
- Maurizio Fugatti indagato: respinta la richiesta di archiviazione
- Morte “crudele” per l’orso M90: l’accusa al presidente
- Il mancato rispetto del protocollo PACOBACE
Maurizio Fugatti indagato: respinta la richiesta di archiviazione
Il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti è indagato per l’abbattimento dell’orso M90, avvenuto nel febbraio 2024 e disposto perché l’animale aveva seguito alcuni escursionisti e si era avvicinato a un centro abitato.
All’epoca dei fatti, Fugatti era presidente della Regione autonoma Trentino-Alto Adige, carica ricoperta dal 7 luglio 2021 al 13 marzo 2024.
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Maurizio Fugatti, immagine di repertorio
Il gip Gianmarco Giua ha respinto con un’ordinanza la richiesta di archiviazione che era stata avanzata dal pm.
Lo ha reso noto l’ENPA, come riportato dal Corriere: l’orso, ribattezzato Sonny dagli animalisti, è stato abbattuto con un decreto firmato da Fugatti.
Morte “crudele” per l’orso M90: l’accusa al presidente
Per Maurizio Fugatti è stata disposta l’imputazione coatta: al presidente viene contestato di aver procurato una morte “crudele” all’animale.
L’ENPA, sul proprio sito ufficiale, riporta che il giudice avrebbe riconosciuto “gravi elementi indiziari per procedere nei confronti di Fugatti per il reato di uccisione di animale con crudeltà e senza necessità”.
Secondo la ricostruzione dei fatti, prima dell’abbattimento l’orso M90 non fu sottoposto a narcotizzazione.
Dei tre colpi sparati contro l’animale, solo due lo raggiunsero. Sonny, tuttavia, non sarebbe morto subito: l’autopsia ha evidenziato una morte per emorragia, sopraggiunta solo dopo una lunga agonia.
Il mancato rispetto del protocollo PACOBACE
Al momento della morte dell’orso M90, inoltre, non era presente nessun veterinario. Un dettaglio che non rispetta il protocollo PACOBACE, ossia il Piano d’Azione interregionale per la conservazione dell’Orso bruno sulle Alpi centro-orientali. Il protocollo viene di solito attivato per evitare inutili sofferenze agli animali.
Tutti questi elementi permettono quindi di ipotizzare, per Maurizio Fugatti, il reato di “uccisione con crudeltà”.
Secondo l’accusa, le sofferenze inflitte a Sonny potevano essere evitate.
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