Minacce di morte ad Alessandro Venanzi vicesindaco Pd a Udine, pressioni su dimissioni dell'assessore Marchiol
Alessandro Venanzi, vicesindaco Udine, è stato bersaglio di minacce di morte, insieme all'assessore Ivano Marchiol
Minacce di morte a più riprese nei confronti di Alessandro Venanzi, vicesindaco e assessore al commercio e turismo di Udine. A rivelarlo è stato lo stesso esponente del Pd che ha rivelato come ci siano state pressioni anche verso l’assessore Ivano Marchiol. “Fatti inquietanti”, ha commentato la deputata Debora Serracchiani.
- Minacce di morte per il vicesindaco Alessandro Venanzi
- La reazione dell'assessore
- I precedenti a Udine
- Chi è Alessandro Venanzi
Minacce di morte per il vicesindaco Alessandro Venanzi
Una lettera anonima è giunta una settimana fa, via posta ordinaria al protocollo comunale, indirizzata ad Alessandro Venanzi e Ivano Marchiol.
Per il vicesindaco si tratta della terza minaccia di morte in sei mesi.
ANSA
Il sindaco De Toni con gli assessori Venanzi e Marchiol
La reazione dell’assessore
In una conferenza stampa da lui stesso organizzata, l’assessore al commercio e turismo e vicesindaco del Comune di Udine, Alessandro Venanzi, ha spiegato di aver ricevuto, a più riprese, minacce di morte.
Non solo l’esponente del Partito democratico, diversi episodi simili sono occorsi anche nei confronti dell’assessore Ivano Marchiol.
“Continuo a fare il mio lavoro con passione e ho fiducia nelle forze dell’ordine ma vorrei fare una riflessione sul clima che circonda tutto questo. Negli ultimi tempi i toni del dibattito politico sono diventati troppo accesi e un’enfasi del genere, in particolare sui social, può portare a vicende del genere. Udine è una città aperta al dialogo e così deve rimanere. Risponderò alle minacce con ancora maggiore impegno, senza reagire alla paura con la paura. Udine è più forte delle minacce”, ha detto il vicesindaco.
I precedenti a Udine
Gli ha fatto eco l’assessore Marchiol: “Nessuno fa un passo indietro, e invitiamo a fermarsi e usare il pensiero, prima di compiere gesti intollerabili come questo, per ristabilire un corretto dialogo democratico”. Anche l’assessore Dazzan è intervenuto: “Anche io ho ricevuto una lettera anonima un anno fa, nel mio ufficio, di stampo violento. È il caso di fermarsi tutti e riflettere sulle criticità relazionale che sta caratterizzando la nostra comunità”.
“Sono fatti inquietanti che alzano l’asticella dell’aggressività e della violenza verbale da cui è segnata sempre di più la vita pubblica. Bisogna essere molto vigili e fare tutto il possibile per evitare che il linguaggio ostile straripi dalla comunicazione alle relazioni politiche e umane. Grazie al vicesindaco Venanzi per aver denunciato quanto sta avvenendo a Udine e che tocca personalmente lui ed il collega Marchiol”, ha commentato la deputata dem Debora Serracchiani.
Walter Rizzetto, coordinatore di Fratelli d’Italia in Friuli Venezia Giulia e presidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati, ha aggiunto: “Minacciare degli amministratori significa colpire le istituzioni e tentare di intimidire chi lavora ogni giorno per la propria comunità. È un confine che non va mai superato. Al vicesindaco, agli assessori e a tutta la Giunta comunale di Udine va la mia vicinanza e solidarietà, con la convinzione che la democrazia si difende con il coraggio delle idee, non con la violenza delle minacce”.
Chi è Alessandro Venanzi
Alessandro Venanzi, in carica dal 28 aprile 2023, è esponente del Pd, vicesindaco di Udine e assessore con deleghe alle attività produttive, al commercio, al turismo, ai grandi eventi e al PNRR.
Non si tratta delle prime minacce di morte che riceve. Era stato aggredito verbalmente a Godia, la frazione in cui risiede, mentre si trovava con sua figlia minorenne da un uomo che gli avrebbe intimato di volergli “tagliare la gola”.
In un secondo caso, era stato insultato e minacciato su Instagram con frasi di avvertimento. L’ultima minaccia è arrivata con una lettera anonima, fatta recapitare a Palazzo D’Aronco, nella quale si intima a far dimettere Marchiol entro fine novembre altrimenti dovranno “indossare il giubbotto antiproiettile“.
Fb: Alessandro Venanzi