Mogol parla di violenza nella musica, "donne ammazzate da vigliacchi, vanno rispettate anche nelle canzoni"

Mogol interviene sul tema dei femminicidi e critica la musica attuale durante un evento: “Le donne vanno rispettate, anche nelle canzoni”

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Durante l’evento “Sulle ali di un sogno” a Roma, dedicato al sostegno della Croce Rossa Italiana contro la violenza di genere, Mogol ha criticato la presenza di violenza e mancanza di rispetto verso le donne in molta musica contemporanea. Ha parlato di femminicidi, definendo gli autori “vigliacchi” e sottolineando l’urgenza di promuovere rispetto anche nei testi delle canzoni.

Mogol, femminicidi e canzoni: “Le donne devono essere rispettate”

All’Auditorium Parco della Musica di Roma, in occasione del concerto benefico a favore della Croce Rossa Italiana, Mogol ha espresso la sua preoccupazione sulla rappresentazione delle donne nella musica di oggi.

“A me sembra che le donne vadano rispettate. Vedere che molte canzoni oggi parlano con mancanza di rispetto nei loro confronti mi dispiace”. L’autore ha poi aggiunto: “La donna è il sesso forte, già solo perché per il 99% ha il compito della procreazione”.

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Nel corso di un evento per la Croce Rossa, Mogol ha parlato di femminicidi e della mancanza di rispetto verso le donne nelle canzoni

Mogol ha ricordato come nelle sue canzoni abbia sempre voluto trasmettere rispetto verso le donne e ha sottolineato di aver scritto recentemente un brano sul femminicidio, interpretato da Giusy Ferreri: “È sulla storia di una donna morta, che parla e racconta la sua vicenda”.

“Donne ammazzate da vigliacchi”

Nel suo intervento, Mogol ha affrontato in modo diretto il tema dei femminicidi: “Addirittura, succede qualcosa di peggio. La donna viene ammazzata. Da chi? Da persone vigliacche”.

“C’è gente che non ce la fa più da sola. La donna se viene lasciata si cerca un altro compagno, che è cosa più intelligente da fare – ha poi continuato l’89enne Giulio Rapetti Mogol – Certi uomini invece sono così vigliacchi da non avere il coraggio di affrontare la vita senza la donna che avevano. È solamente vulnerabilità, vigliaccheria e debolezza”.

Secondo l’autore, la società dovrebbe ispirarsi ai valori di rispetto trasmessi dalle generazioni precedenti: “Cosa dovrebbe fare l’uomo oggi? Agire come hanno sempre agito i nostri padri, come faccio io, con il massimo rispetto”.

Un pensiero per Lucio Battisti

Nel corso del suo intervento, Mogol ha anche affermato che Lucio Battisti condivideva la stessa sensibilità: “Massimo rispetto per le donne, senza essere d’accordo con chi non ne ha”.

Riflettendo sulla musica italiana di oggi, Mogol si è detto deluso dal modo in cui molte canzoni trattano il tema delle donne: “Non lo so, non ne ho trovati per adesso, però ci saranno, spero.” Ha ripercorso alcuni dei suoi testi più famosi scritti per Battisti, come “Anche per te”, nata pensando a donne che meritavano una carezza.

Nel corso della serata sono stati eseguiti i grandi successi del repertorio Battisti-Mogol, con la partecipazione di Gianmarco Carroccia e la sua orchestra.

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