Morti due operai a Santa Maria di Sala vicino Venezia, stavano pulendo una fossa biologica: sono precipitati

Due operai sono morti cadendo in una cisterna a Santa Maria di Sala durante lavori di pulizia. Indagini per stabilire le cause della tragedia

Una tragedia devastante ha colpito Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia, la mattina del 4 agosto. Due operai, di 21 e 39 anni, sono morti precipitando all’interno di una cisterna mentre stavano operando per una fossa biologica in una proprietà privata, nei pressi della frazione Veternigo. L’allarme è scattato alle 10 circa, quando l’incidente si è verificato.

Morti due operai a Santa Maria di Sala

Come riporta ANSA, i due uomini, dipendenti di una ditta specializzata in manutenzione ambientale, stavano eseguendo lavori di pulizia ordinaria. Secondo le prime ricostruzioni, uno di loro sarebbe sceso nella vasca e non è più uscito; quando il secondo è intervenuto per soccorrerlo, ha subito la stessa sorte.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco, i carabinieri e il personale dello Spisal (Servizio prevenzione igiene sicurezza ambienti di lavoro).

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Due operai sono morti a Santa Maria di Sala

Il nucleo Nbcr, specializzato in rischi chimico-biologici, ha messo in sicurezza la zona prima di consentire il recupero dei corpi. I sanitari del 118 hanno potuto soltanto constatare il decesso. L’area è stata immediatamente transennata per consentire i rilievi necessari.

Le cause della tragedia e le indagini

Le cause potrebbero essere legate alle esalazioni tossiche o a un malore improvviso, ma al momento si indaga anche su eventuali carenze procedurali o di protezione.

Le autorità hanno aperto un fascicolo per accertare le responsabilità. Gli operatori dello Spisal e i carabinieri stanno raccogliendo testimonianze, verificando la presenza o assenza di dispositivi di protezione individuale e documentazione tecnica.

L’ipotesi è che vi sia stata una mancanza nei piani di prevenzione, formazione o messa in sicurezza della cisterna.

I commenti di politici e sindacalisti

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha espresso profondo dolore, definendo il fatto “una perdita assurda” che colpisce “al cuore l’intera comunità”.  Critico il candidato del centrosinistra alle regionali, Giovanni Manildo, che denuncia un sistema che non tutela i lavoratori: “Precarietà, salari bassi, instabilità e crescente paura”.

Molto forti le parole del segretario regionale della Cisl, Michele Zanocco: “Non si possono ammettere più morti sul lavoro. Serve una cultura della sicurezza: formazione, controlli costanti e investimenti reali”.

Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha richiesto verifiche urgenti sulle procedure seguite, la formazione del personale e le condizioni operative.

Dal Partito Democratico, Monica Sambo ha aggiunto che non si possono più banalizzare tragedie come questa, frutto di mancanze strutturali.

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