Morti per botulino, indagati anche due medici in Calabria con l'ipotesi di mancata diagnosi tempestiva
Due medici, che hanno avuto in cura le vittime prima del decesso, sono indagati riguardo alle morti per botulino, stazionarie le 14 persone ricoverate
Due medici sono stati iscritti nel registro degli indagati riguardo alle indagini sulle morti per intossicazione da botulino. Due persone sono decedute in Calabria a causa del focolaio di Diamante, in provincia di Cosenza. Nell’inchiesta, affidata al sostituto procuratore Maria Porcelli, sono indagate anche altre tre persone con le ipotesi di reato, a vario titolo, di omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive.
- I medici indagati sulle morti da intossicazione da botulino
- Gli altri indagati nell'inchiesta
- I 14 pazienti ricoverati
I medici indagati sulle morti da intossicazione da botulino
La procura di Paola ha iscritto nel registro degli indagati due medici delle strutture sanitarie del cosentino a cui sia Luigi Di Sarno, 52enne di Cercola, nel Napoletano, che Tamara D’Acunto, 45enne di Diamante, le due vittime in Calabria, si sono rivolti prima del decesso.
L’iscrizione nel registro degli indagati, hanno spiegato in ambito investigativo, sarebbe un atto dovuto per consentire ai due medici di nominare i propri consulenti in vista delle autopsie che sono state fissate per martedì 12 agosto.

Il food truck sequestrato nell’inchiesta sulle morti da botulino
L’ipotesi è quella che i pazienti non abbiano ricevuto una diagnosi tempestiva. Su questo aspetto saranno fondamentali le verifiche sulle cartelle cliniche.
Gli altri indagati nell’inchiesta
Nell’inchiesta sono indagate anche altre tre persone, con le ipotesi di reato, a vario titolo, di omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive. Nei prossimi giorni sono attesi i risultati delle verifiche tecniche e scientifiche portate avanti dai carabinieri del Nas e dell’Asp di Cosenza con esami microbiologici.
Attualmente sembra quasi certo che l’origine delle intossicazioni da botulino sia il food truck in cui sarebbe stato venduto il prodotto contaminato: cime di rapa, servite nei panini con salsiccia.
I 14 pazienti ricoverati
Sono intanto stazionarie le condizioni delle 14 persone ricoverate in Calabria per l’intossicazione da botulino, sei sono in rianimazione, tre in pediatria e cinque nei reparti.
I medici sono pronti a somministrare il siero anti botulino nel caso di una evoluzione del quadro clinico.
La Procura di Paola, guidata da Domenico Fiordalisi, ha affidato l’incarico a un collegio di medici dell’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro che, oltre alle due autopsie, dovrà eseguire anche altri approfondimenti.
ANSA