Morto Emilio Fede, da inviato Rai in Africa a Mediaset e il caso Ruby: tutti i guai giudiziari del giornalista

Emilio Fede ha avuto una carriera molto lunga, in Rai e in Mediaset, costellata però da polemiche e problemi giudiziari

Emilio Fede è stato uno dei giornalisti più riconoscibili della storia della televisione italiana. Ha cominciato la sua carriera in Rai alla metà degli anni ’50, è stato inviato in Africa e direttore del Tg1, per poi passare a Mediaset. Ha diretto Studio Aperto e il Tg4, prima di concludere il suo rapporto con la rete in maniera polemica, mentre era indagato nel processo Ruby.

Gli esordi in Rai di Emilio Fede

Emilio Fede comincia la sua carriera di giornalista con una breve esperienza nella carta stampata, per poi passare quasi immediatamente alla televisione, che sarà il suo media principale.

Inizia a collaborare con la Tv pubblica nel 1954, ma il rapporto di lavoro diventa esclusivo solo nel 1961. Per 8 anni è inviato in Africa, esperienza che si conclude per un contenzioso sui rimborsi di viaggio, per cui si era guadagnato il soprannome di “Sciupone l’Africano”.

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Emilio Fede a Mediaset

Passa quindi al Tg1, di cui diventa prima conduttore nel 1976, poi direttore per 2 anni dal 1981. Conduce per la Rai anche alcuni programmi di intrattenimento, ma nell’87 termina il suo contratto per un’accusa di gioco d’azzardo.

Il passaggio a Mediaset

Passa quindi a Mediaset, prima come direttore delle Videonews dei canali privati di Silvio Berlusconi e poi, a partire dal 1991, come primo direttore del telegiornale di Italia 1, Studio Aperto.

L’anno successivo lascia però l’incarico per dirigere il nuovo Tg4, di cui rimarrà direttore e volto più noto per 20 anni.

Durante la sua esperienza a Rete 4, sarà più volte accusato di faziosità, certificata anche da osservatori terzi, nei confronti del proprietario della rete, Silvio Berlusconi, ai tempi impegnato in politica.

I processi di Emilio Fede

Anche il rapporto con Mediaset si conclude a causa di un’indagine, quella che vede indagati Fede, Lele Mora, Nicole Minetti e Silvio Berlusconi stesso per favoreggiamento alla prostituzione di Karima El Mahroug, soprannominata Ruby.

Fede verrà condannato in via definitiva per il reato soltanto nel 2019, dopo che la Cassazione aveva fatto ripetere il processo d’appello. Ormai 88enne, il giornalista scontò la pena esclusivamente agli arresti domiciliari.

Il rapporto di lavoro con Mediaset finì in maniera molto polemica. Fede fece anche causa in sede civile all’azienda, nel 2014, per l’interruzione del suo contratto, ma il giudice respinse le accuse.

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