Morto Enrico Celeghin, le sedi di PizzAut “aperte” per lutto: il ricordo del patron Nico Acampora
Addio a Enrico Celeghin, storico collaboratore di PizzAut. Nel 2022 aveva guidato il food truck in Vaticano, il ricordo di Nico Acampora
Enrico Celeghin, storico collaboratore di PizzAut, è morto. La notizia è stata data sui social da Nico Acampora, fondatore della pizzeria. Inizialmente era stata annunciata la chiusura delle due sedi di Cassina de’ Pecchi e di Monza, ma poi la decisione è stata cambiata. Il 62enne di Paderno Dugnano era il papà di Matteo, capo pizzaiolo della prima sede di PizzAut.
- Il ricordo di Nico Acampora, fondatore di PizzAut
- Chi era Enrico Celeghin e cosa faceva in PizzAut
- Cos’è il progetto PizzAut
Il ricordo di Nico Acampora, fondatore di PizzAut
“Non avremmo mai voluto fare questo post. Oggi PizzAut rimarrà chiuso tutto il giorno per un gravissimo e improvviso lutto”, ha scritto Nico Acampora sui social. Enrico Celeghin era andato in pensione anticipata per dedicarsi, come volontario, a PizzAut. “Siamo spiacenti con tutte le persone che avevano prenotato e programmato il pranzo o la cena da PizzAut, ma siamo sicuri possiate capire il nostro stato d’animo e il nostro dolore. Né i ragazzi e nessuno di noi è in grado di lavorare”, ha proseguito Acampora.
Questo il primo post del fondatore, che poi ha invece annunciato l’apertura nella giornata dell’8 dicembre proprio per permettere ai tanti ragazzi colpiti dalla scomparsa di Celeghin di stare insieme. “Vuole venire a lavorare da PizzAut anche chi non è di turno, anche chi dovrebbe essere a casa di riposo il lunedì. Amico mio, non so se sto prendendo la decisione giusta, di solito mi confrontavo con te…e anche questa volta sto cercando di parlarne con te…ma tu non mi rispondi”, ha scritto Acampora nel secondo post. Nella foto in alto Enrico Celeghin è il secondo da sinistra.
Chi era Enrico Celeghin e cosa faceva in PizzAut
Papà di Matteo, uno dei primi ragazzi assunti a tempo indeterminato da PizzAut, Enrico Celeghin è scomparso improvvisamente a 62 anni. Fin dall’inizio ha sostenuto il progetto PizzAut, e dopo la pensione si era dedicato quasi completamente all’iniziativa come volontario.
Tre anni fa Celeghin aveva guidato la delegazione di PizzAut in Vaticano, portando il food truck fino a piazza San Pietro per sfornare pizze tutto il giorno. “Era capace di far festa mentre fai le cose serie”, ha ricordato un amico citato dal Corriere della Sera e più volte Acampora aveva sottolineato il suo fondamentale apporto nella realizzazione dei progetti.
Per Nico Acampora era un amico e il braccio destro di PizzAut. “Quando hai un figlio autistico pensi che questo non lavorerà mai. Io invece ho avuto la fortuna di incontrare Nico Acampora, questo folle visionario, che ha assunto mio figlio Matteo a tempo pieno e indeterminato”, aveva scritto nel 2024 Celeghin su Facebook.
Cos’è il progetto PizzAut
PizzAut è un progetto di inclusione sociale nato nel 2017 in Lombardia su iniziativa di Nico Acampora, con l’obiettivo di offrire lavoro, dignità e autonomia a giovani persone nello spettro autistico attraverso la ristorazione.
L’idea si è trasformata in una realtà concreta con l’apertura di pizzerie gestite in gran parte da ragazzi autistici, formati come pizzaioli, camerieri e addetti di sala. Oggi PizzAut conta due sedi: la prima a Cassina de’ Pecchi, in provincia di Milano, inaugurata nel 2021, e la seconda a Monza, aperta nel 2023 in un’area riqualificata.
Più di un semplice ristorante, PizzAut è diventato un simbolo nazionale di inclusione e integrazione, dimostrando come un progetto sociale possa unire impresa, lavoro e superamento dei pregiudizi.
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