Morto James Watson, scopritore della struttura del Dna e vincitore del Nobel per la Medicina
Morto James Watson che nel 1953, con il biochimico Francis Crick, intuì la struttura del DNA: tra le più importanti scoperte del secolo
Il premio Nobel per la medicina James Dewey Watson è morto all’età di 97 anni. È stato biologo, genetista e biochimico statunitense. Il 21 febbraio 1953, insieme al biochimico Francis Crick, intuì il modello tridimensionale a doppia elica della molecola del Dna e costruì un modellino in fil di ferro e cartone che fu la prima rappresentazione dell’acido nucleico. La scoperta è stata le maggiori della biologia del Novecento.
- La morte di James Dewey Watson
- La carriera fino al premio Nobel per la medicina
- Le frasi controverse
La morte di James Dewey Watson
La scomparsa di James Dewey Watson è stata confermata dal Cold Spring Harbor Laboratory di Long Island, dove ha lavorato per molti anni.
Secondo il New York Times, lo scienziato è morto in un hospice nello stato di New York, dove era stato trasferito la scorsa settimana dopo un ricovero in ospedale per un’infezione.
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Lo scienziato James Watson
La carriera fino al premio Nobel per la medicina
James Dewey Watson è stato tra i più conosciuti scienziati del Ventesimo secolo, è stato professore di biologia molecolare alla Harvard University e direttore del Centro nazionale per il Progetto genoma umano.
Un suo articolo pubblicato su Nature insieme a Crick il 25 aprile del 1953 è considerato l’articolo scientifico più famoso della biologia. I due scienziati hanno descritto, per la prima volta, la loro scoperta sulla struttura del Dna.
Proprio per questo studio, Watson e i britannici Francis Crick e Maurice Wilkins sono stati insigniti con il Nobel per la medicina nel 1962. Nella motivazione si legge: “per le scoperte nel campo della struttura molecolare degli acidi nucleici e della loro importanza come trasmettitori di informazioni nella sostanza vivente”.
Watson è stato insignito anche della National medal of science nel 1997 ed è l’autore del manuale “La biologia molecolare del gene”, punto di riferimento degli studi di biologia molecolare dagli anni ’60.
Le frasi controverse
Lo scienziato, oltre che per l’eccellenza dei suoi studi, è stato al centro della cronaca anche per alcune sue frasi controverse.
Come riporta Il Corriere della Sera, nel 1997 Watson affermò che una donna avrebbe dovuto avere il diritto di abortire se dalle analisi fosse emersa l’omosessualità del suo bambino.
In seguito suggerì un nesso tra colore della pelle e tendenze sessuali, sostenendo che le persone di colore avrebbero una libido più accentuata rispetto ai bianchi. Affermò successivamente che la bellezza umana potrebbe essere geneticamente manipolata: “la gente pensa che sarebbe orribile se facessimo tutte le ragazze belle, io credo invece che sarebbe meraviglioso”.
In un’intervista del 2007 al Sunday Times disse: “Tutte le nostre politiche sociali si basano sul fatto che l’intelligenza africana sia uguale alla nostra, mentre tutti i test dicono di no”.
A seguito delle polemiche, Watson si era scusato dicendo che il cronista che lo aveva intervistato: “Scrisse che ero preoccupato per la gente in Africa a causa del loro basso quoziente intellettivo… Qualcosa che non si può dire”. Poi aveva aggiunto che era “stato stupido da parte mia”, ribadendo comunque che la sua non andava presa come un’affermazione “convenzionalmente” razzista.
In quell’occasione il Cshl lo sollevò da tutti i suoi incarichi amministrativi. Questo lo portò ad affrontare gravi problemi economici, da cui ha cercato di riprendersi vendendo la sua medaglia del Nobel.
Tra le affermazioni più contestate, anche la giustificazione dell’antisemitismo e la teoria secondo cui le donne siano “meno dotate” in campo scientifico rispetto agli uomini.
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