Nella casa di Alessandro Venier a Gemona arrivano gli artificieri: il 35enne era un appassionato di armi
Alessandro Venier era un appassionato di armi e residui bellici: nella villetta dell'omicidio, a Gemona, sono arrivati gli artificieri
Nella villetta di via dei Lotti 74, a Gemona (Udine), sono arrivati anche gli artificieri. A riportare la notizia è il Messaggero Veneto mentre all’interno dell’abitazione in cui sarebbe stato ucciso Alessandro Venier sono in corso i rilievi dei Ris di Parma per cercare eventuali riscontri dopo la confessione della madre della vittima, Lorena Venier. Secondo le indiscrezioni il 35enne sarebbe stato un appassionato di armi e residui bellici. Gli artificieri sono intervenuti per bonificare la casa prima dell’ingresso del reparto per le indagini scientifiche dell’arma dei carabinieri.
Gli artificieri nella villetta di Gemona
Le notizie sul sopralluogo dei Ris in via dei Lotti 74, dove si sarebbe consumato l’omicidio di Alessandro Venier, sono ancora in divenire. Secondo un articolo pubblicato dal Messaggero Veneto nel pomeriggio di martedì 12 agosto all’interno della villetta sono entrati per primi gli artificieri.
Il reparto speciale ha fatto il suo ingresso per bonificare l’abitazione e metterla in sicurezza prima dell’arrivo dei Ris di Parma, che hanno avuto accesso alle 18:30.
ANSA
I Ris di Parma dovranno trovare eventuali riscontri con il racconto fornito da Lorena Venier, la madre 61enne della vittima, che davanti agli inquirenti ha confessato di aver ucciso il figlio con la complicità della nuora Mailyn Castro Monsalvo e di averne sezionato il cadavere. Si cercano, infatti, possibili tracce ematiche e biologiche per stabilire se il 35enne sia stato realmente ucciso all’interno dell’abitazione.
E nell’abitazione, inoltre, gli artificieri sono quindi intervenuti perché – stando al Messaggero Veneto – la vittima avrebbe avuto la passione per le armi e i residui bellici. Non è dato sapere, per il momento, se a tal proposito sia stato trovato un riscontro.
L’autopsia sul corpo di Alessandro Venier
Il 12 agosto, inoltre, è stato conferito l’incarico al medico legale Francesca Sinopoli di eseguire l’autopsia sul corpo di Alessandro Venier.
Fanpage scrive che l’esame autoptico sarà svolto mercoledì 13 agosto alle ore 9. Come precisa Il Gazzettino nel pomeriggio del 12, inoltre, i periti nominati dalla Procura e i consulenti di parte hanno svolto una Tac sul cadavere del 35enne. All’esame autoptico del giorno 13 parteciperanno anche i Ris e i consulenti Massimiliano Mansutti e Lorenzo Denisan.
L’omicidio
I fatti risalgono al 25 luglio. In quel giorno Lorena Venier, infermiera di 61 anni, avrebbe ucciso il figlio Alessandro insieme alla nuora, la 30enne Mailyn Castro Monsalvo. Secondo il racconto della madre le due donne avrebbero in primo luogo tentato di stordirlo con barbiturici e insulina, poi avrebbero provato a soffocarlo con un cuscino e infine lo avrebbero ucciso strangolandolo con i lacci di un paio di scarponi dell’uomo.
La 61enne – secondo la sua versione – avrebbe poi sezionato il cadavere in tre parti e le due donne lo avrebbero nascosto in un bidone lasciato infine nella cantina dell’abitazione. Il delitto è stato scoperto il 31 luglio, quando Mailyn Castro Monsalvo ha telefonato alle autorità travolta dal rimorso.
Secondo le indagini, la 30enne sarebbe stata spesso vittima di abusi da parte del compagno, specialmente da quando nel mese di gennaio era nata la loro bambina. Le indagini per ricostruire le dinamiche che si consumavano all’interno della villetta di via dei Lotti sono ancora in corso.
Facebook Alessandro Venier / ANSA