Nella Manovra un condono e il taglio dell'Imu, come cambia il testo con i 5700 emendamenti presentati
Arrivano 5.700 emendamenti alla Manovra 2026 tra condono edilizio, taglio dell’Imu e proposta di patrimoniale. Tensione nel Governo
La Manovra 2026 arriva in Parlamento con 5.700 emendamenti che puntano a riscrivere parti centrali del testo: dal condono edilizio al taglio dell’Imu, fino alle nuove tasse. La maggioranza si divide fra prelievi su banche, cedolare secca, affitti e sanatorie, mentre l’opposizione rilancia il tema della patrimoniale. Il governo ora deve scegliere cosa entra davvero nella legge di Bilancio e in che misura.
5.700 emendamenti alla Manovra
La legge di Bilancio si presenta con un carico eccezionale di modifiche, quasi seimila. E non sono solo le opposizioni ad aver riempito i faldoni delle commissioni: la maggioranza, da sola, ne ha presentati 1.600, segno che lo scontro interno è vivo.
Fra le proposte più discusse spicca quella di Fratelli d’Italia, che chiede di riaprire il condono edilizio del 2003, pensato soprattutto per la Campania, l’unica regione che vent’anni fa non aveva aderito. Per l’opposizione si tratta di “voto di scambio”, mentre FdI parla di “rimedio a un errore storico” che penalizzò migliaia di cittadini.
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Nel frattempo, Lega e Forza Italia avanzano modifiche su fisco e coperture con più tasse su banche e assicurazioni, stop all’aumento della cedolare secca, cancellazione della nuova norma sui dividendi. Resta sul tavolo la tassa sull’oro, possibile fonte da 2 miliardi.
Novità su Imu e condoni
In una proposta di modifica Forza Italia, si chiede di estendere l’applicazione della cedolare secca con aliquota al 10% riservata ai contratti di affitto a canone concordato a tutta l’Italia. Modifiche anche per:
- ridurre l’imposta per case al mare usate molti mesi e non affittate;
- alleggerire l’Imu per immobili inagibili;
- gestire in modo più chiaro gli immobili “a disposizione”.
Sul fronte edilizio, il possibile ritorno della sanatoria del 2003 rimane uno dei temi più caldi. Per il governo sarebbe un modo per chiudere un contenzioso ancora aperto, mentre per le opposizioni è un messaggio ai territori in piena campagna elettorale.
La patrimoniale di Avs
Tra i 4.000 emendamenti dell’opposizione emerge anche la proposta più divisiva, ovvero una patrimoniale sui super-ricchi firmata da Alleanza Verdi e Sinistra.
Avs la presenta come il simbolo di un modello alternativo di politica economica. Il partito sostiene che, dopo anni di inflazione e salari stagnanti, serva un contributo straordinario da parte di chi ha accumulato grandi ricchezze, per finanziare welfare, sanità, ambiente, scuola e trasporti. Non una misura isolata, ma un cambio strutturale per riequilibrare il peso fiscale, colpire rendite e patrimoni molto elevati, rafforzare i servizi pubblici.
La proposta, sostenuta dal dato secondo cui l’84% degli italiani sarebbe favorevole a una tassa sui super patrimoni, difficilmente passerà.
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