Neonata rapita a Cosenza, la madre contro la decisione di scarcerare Rosa Vespa dopo 5 mesi: "Ansia e paura"

Rosa Vespa è ai domiciliari 5 mesi dopo aver rapito una neonata a Cosenza: la madre della piccola Sofia si è detta spaventata per questa notizia

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Nuovi sviluppi nella vicenda della neonata rapita a Cosenza: Rosa Vespa, la donna che aveva sottratto l’infante, è tornata a casa e si trova ora ai domiciliari. La notizia è stata commentata da Valeria Chiappetta, la madre della piccola. La donna si è detta indignata e ha sottolineato come la sua famiglia si trovi adesso in uno stato di ansia e paura.

Neonata rapita a Cosenza, Rosa Vespa è ai domiciliari

Rosa Vespa ha lasciato il carcere di Castrovillari e si trova ora ai domiciliari a sei mesi da quando aveva sottratto una infante in un ospedale di Cosenza, fingendo che si trattasse di suo figlio.

La notizia ha scosso la famiglia di Valeria Chiappetta, la madre della piccola Sofia, vittima del rapimento.

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Omogo Moses, marito di Rosa Vespa

La reazione della madre di Sofia

Intervenuta a Morning News, su Canale 5, la donna ha voluto sottolineare come la notizia abbia sconvolto l’equilibrio familiare. “Dopo sei mesi non sto sicuramente bene, soprattutto dopo questa notizia. La nostra famiglia è indignata, questa donna è già a casa ed è senza braccialetto elettronico”, ha detto.

“Da quando è tornata a casa, sono aumentate le paure e le ansie. Viviamo in uno stadio di ansia perenne che ora si è moltiplicato. Non ce l’aspettavamo che tornasse così presto. La paura più grande è quella di rivederla in qualche modo, che ci possa fare ancora del male”, ha poi aggiunto.

Rivedendo le immagini della festa organizzata dalla donna e da suo marito per il primo arrivo a casa del piccolo “Ansel” – come aveva deciso di chiamarlo – Valeria a stento ha trattenuto la propria rabbia. “È devastante vedere video di mia figlia in braccio a questa persona. Non credo in questa messinscena, che nessuno sapesse nulla. Mi manca la voce a rivedere quelle immagini. Non credo che il marito in 9 mesi non si sia accorto di niente”, ha detto, ipotizzando che qualcuno abbia coperto le azioni di Rosa Vespa e che dunque abbia goduto della complicità di qualche altra persona a lei vicina.

La ricostruzione

Il giudice per le indagini preliminari ha accolto il ricorso presentato dalla legale di Rosa Vespa, Teresa Gallucci, concedendole i domiciliari. Non ci sono infatti esigenze di sicurezza che impongano la sua detenzione mentre per lei i magistrati hanno chiesto una perizia psichiatrica per accertare se fosse capace di intendere e di volere al momento del rapimento.

I fatti risalgono al 21 gennaio quando la donna, spacciandosi per un’infermiera della clinica del Sacro Cuore di Cosenza, si fece consegnare Sofia e fuggi con il marito Omogo Moses. Sei mesi dopo, la 52enne – che per mesi aveva simulato una gravidanza – è tornata a casa, ai domiciliari. Anche il coniuge era stato arrestato, in un primo momento, e poi rilasciato in quanto i giudici avevano compreso come lui stesso fosse stato ingannato dalla moglie.

Ora la famiglia della piccola Sofia ha fatto sapere di aver chiesto al Pubblico Ministero di presentare ricorso per la revoca dei domiciliari.

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