Neonati morti in terapia intensiva a Bolzano per un'infezione, ipotesi batterio nel reparto Utin

Due neonati prematuri sono morti all'ospedale di Bolzano, la causa sarebbe un'infezione da batterio nel reparto di terapia intensiva neonatale

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Due neonati prematuri sono morti all’ospedale di Bolzano. Entrambi erano ricoverati nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale del capoluogo altoatesino. Uno dei neonati è morto il 12 agosto 2025, l’altro il 13 agosto. La notizia è riportata dal sito di Rai Sudtirol. La causa dei due decessi è un’infezione da batterio, probabilmente “serratia”.

La morte dei due neonati a Bolzano

Uno dei due neonati era nato poche settimane fa, l’altro era venuto alla luce da pochi giorni. Sono deceduti a poche ore di distanza, il primo martedì 12 agosto, il secondo nella notte tra il 12 e il 13 agosto.

Le successive indagini dei medici avrebbero individuato la causa della morte in una infezione da batterio.

Ospedale di BolzanoANSA

L’ingresso dell’Ospedale di Bolzano

Il batterio, che starebbe in questo momento circolando nel reparto di Terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Bolzano, avrebbe avuto la meglio sul sistema immunitario non ancora sviluppato dei due bimbi.

Come è arrivato il batterio in ospedale

Secondo le prime informazioni, si tratterebbe del batterio “serratia” che potrebbe essere stato portato in ospedale dalla mamma di uno dei piccoli che non si era pulita correttamente le mani.

Il primario, Alexander Staffler, ha disposto il trasferimento di tutti gli altri piccoli pazienti in un altro reparto tentando così di contenere la diffusione delle infezioni.

I vertici dell’azienda sanitaria altoatesina hanno convocato, nel pomeriggio di giovedì 14 agosto 2025, una conferenza stampa per comunicare le misure di contenimento adottate.

Cos’è il batterio serratia

La serratia è un microrganismo che può trovarsi in ambienti umidi, compresi quelli ospedalieri, e che in soggetti fragili come i neonati prematuri può provocare conseguenze gravissime.

Nei casi più seri, può causare sepsi o infezioni sistemiche difficili da combattere, soprattutto quando le difese immunitarie sono ancora immature.

Come riporta il sito dell’Humanitas, il principale fattore di rischio nel contrarre infezioni da serratia è il ricovero in ospedale, oltre al posizionamento di cateteri per via endovenosa, intraperitoneale e urinaria e all’inserimento di strumentazioni mediche per agevolare la funzionalità respiratoria.

Altri fattori di rischio includono trasfusioni e infusioni endovenose contaminate.

La serratia è un genere batterico appartenente alle Enterobacteriaceae. Sono batteri presenti comunemente nel suolo, nelle acque superficiali e di scarico, sulle piante, negli insetti, negli animali e nell’uomo. Pur essendo piuttosto diffusi nell’ambiente questi batteri non sono componenti comuni della flora fecale umana.

Le infezioni da serratia più diffuse sono quelle causate dalla Specie Serratia marcescens, che provoca nell’uomo infezioni opportunistiche e nosocomiali.

L’ospedale di Bolzano intanto ha rafforzato i protocolli igienici e avviato controlli capillari su ogni postazione, per garantire che la situazione resti sotto controllo e che non si verifichino nuovi contagi.

Nel frattempo un neonato di 10 mesi è morto in Turchia mentre era lì con la famiglia in vacanza, i genitori ora stanno incontrando notevoli difficoltà a riportarlo in Italia.

Ospedale di Bolzano ANSA