Neonato di 3 mesi ingerisce detersivo a Vasto, paura e ricovero: aperta indagine per chiarire cos'è successo
Neonato di 3 mesi ricoverato a Vasto per sospetta ingestione di detersivo. È sotto monitoraggio, abitazione sequestrata. Indagano i carabinieri
Un neonato di tre mesi è ricoverato presso l’Ospedale San Pio di Vasto dopo aver ingerito presumibilmente un detersivo domestico. È stato sottoposto a lavanda gastrica, trasferito in Pediatria e le sue condizioni restano stabili: la prognosi è di sette giorni. I carabinieri hanno sequestrato l’abitazione e stanno ricostruendo la dinamica.
- Vasto, detersivo ingerito da neonato
- Come sta il bambino
- I casi simili
- I rischi di ingerire detersivi
Vasto, detersivo ingerito da neonato
I carabinieri della Compagnia di Vasto hanno avviato le indagini dopo che, in circostanze ancora poco chiare, un neonato di tre mesi sarebbe entrato in contatto con una piccola quantità di detersivo per uso domestico, ingerendo il prodotto.
Il bambino è arrivato martedì 9 dicembre, nel pomeriggio, al pronto soccorso dell’Ospedale San Pio, mostrando sintomi compatibili con un’intossicazione da sostanze caustiche. I medici, intervenuti tempestivamente, gli hanno praticato una lavanda gastrica e poi lo hanno trasferito in Pediatria, predisponendo un costante monitoraggio.
© 2025 OpenMapTiles | © 2025 OpenStreetMap | © 2025 TomTom | © 2025 ESA, Copernicus Sentinel | © 2025 IODL 2.0 | Tuttocittà
L’episodio è accaduto a Vasto, in provincia di Chieti
Come sta il bambino
Secondo quanto riferito dallo staff sanitario, le sue condizioni, pur gravi inizialmente, restano stabili. La prognosi prevista per il piccolo è di circa sette giorni e non risulterebbe a rischio la sua vita.
Nel frattempo la magistratura ha disposto il sequestro dell’abitazione per permettere agli investigatori di ricostruire con precisione come e quando il piccolo abbia ingerito il detergente.
Al momento i carabinieri continuano a raccogliere elementi per chiarire la dinamica dell’accaduto. Fondamentale sarà stabilire dove si trovava il detersivo, in quali condizioni e come sia arrivato a disposizione del neonato.
I casi simili
È un episodio che richiama alla memoria recenti allarmi legati all’ingestione di detergenti da parte di bambini piccoli. Nello scorso mese di giugno, a Bari Sardo in provincia di Ogliastra, un bambino in vacanza con la famiglia ha ingerito accidentalmente un bicchierino di detersivo ed è stato trasportato d’urgenza in ospedale con l’elicottero.
Più lontano nel tempo, il dramma a Francavilla Fontana, nel Brindisino. Un bambino di sei anni morì dopo un ricovero iniziato in seguito all’assunzione accidentale di candeggina scambiata per acqua.
Sotto shock per l’incidente, la madre, che era in casa, si lanciò dal terzo piano del palazzo e fu ricoverata in ospedale per i traumi subiti. La Procura di Bari e quella di Brindisi avviarono un’indagine per ricostruire la dinamica e il contesto familiare.
I rischi di ingerire detersivi
L’ingestione accidentale di detergenti, detersivi e candeggina rappresenta una delle prime cause di avvelenamento domestico in Italia, con oltre la metà degli incidenti che coinvolgono bambini sotto i 14 anni. Il rischio è particolarmente elevato per i più piccoli (0-4 anni) che esplorano il mondo mettendo oggetti e sostanze in bocca.
Le sostanze chimiche, in particolare quelle caustiche come i detersivi per lavastoviglie o gli sturatubi, possono causare ustioni corrosive alla bocca, all’esofago e allo stomaco, con conseguenze a volte fatali o permanenti.
I Centri Antiveleni (CAV) italiani, come quello del Niguarda o del Bambino Gesù, sottolineano l’importanza della rapidità d’azione in caso di incidente: individuare il prodotto, non provocare il vomito e chiamare immediatamente il 118 o un CAV. La prevenzione, mantenendo i prodotti sempre nei contenitori originali e fuori dalla portata dei bambini, resta l’unica difesa efficace.
iStock