Corteo di studenti al No Meloni Day, scontri a Bologna e Torino: lancio di estintori e tombini, diversi feriti

No Meloni Day, scontri e tensioni a Bologna e in molte città d’Italia: manifestanti e studenti in piazza contro il governo, scontro con la Polizia

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Centinaia di manifestanti sono scesi in piazza in tutta Italia per il No Meloni Day: scontri a Bologna tra polizia e collettivi universitari. Corteo di studenti, flash mob e proteste anche a Roma, MilanoBari e molte altre città contro il Governo, i tagli all’istruzione e il sostegno militare all’estero. A Bologna le tensioni sono esplose quando i manifestanti hanno tentato di raggiungere la Fiera, dove erano presenti i ministri ospiti dell’assemblea Anci. A Torino 8 agenti contusi, “alcuni studenti feriti” secondo gli organizzatori.

No Meloni Day, scontri a Bologna e cortei in tutta Italia

Non solo Bologna: il No Meloni Day ha animato più di cinquanta piazze italiane, coinvolgendo studenti, collettivi universitari, movimenti pro Palestina e associazioni come Fridays for Future.

A Bologna la tensione è salita quando il corteo ha cercato di raggiungere la Fiera per contestare i ministri ospiti dell’assemblea Anci. Al ponte di San Donato la polizia in assetto antisommossa ha bloccato il passaggio, scatenando tafferugli. Gli attivisti hanno lanciato uova e bruciato fotografie di alcuni esponenti di maggioranza, scandendo slogan come “bruciamo il fascismo e il governo”.

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Studenti in strada per il No Meloni Day: manifestazioni in tutta Italia, scontri a Bologna con le Forze dell’Ordine

Dopo una carica delle Forze dell’Ordine, la testa del corteo ha provato a sfondare il blocco e, respinta, ha continuato la manifestazione tra cori e striscioni per la Palestina. Nel corteo erano presenti anche un grande striscione con i nomi dei 12mila bambini uccisi a Gaza da Israele e le richieste di dimissioni per la ministra Bernini e il rettore Molari.

Proteste a Milano e Roma

Anche a Milano e Roma il No Meloni Day è stato segnato da forti tensioni e scontri. Nel capoluogo lombardo, migliaia di studenti hanno sfilato con striscioni e cartelli che ritraevano Giorgia Meloni, Elly Schlein, Salvini, Crosetto e Tajani con “mani sporche di sangue” e slogan come “complice del genocidio”.

Un video dei tafferugli

Un flash mob ha visto studenti imbavagliati davanti alla Prefettura, mentre altri esponevano striscioni per la Palestina e chiedevano il blocco del governo.

A Roma i collettivi hanno raggiunto il ministero dell’Istruzione dopo aver bruciato cartelli con il volto del ministro Valditara e lanciato uova e vernice rossa contro il Mim. “Soldi alla scuola, non alla guerra”, “bruciamo il fascismo, cacciamo il governo” sono alcuni dei cori riportati dai manifestanti.

Scontri a Torino

Secondo quanto riferito dalla Questura, 8 agenti dei reparti mobili della polizia sono rimasti feriti nei disordini avvenuti a Torino, così come “alcuni studenti” stando agli organizzatori.

Le prime tensioni si erano registrate alla stazione di Porta Nuova, dove contro gli agenti sarebbe stato scagliato un tombino.

Poi, i disordini maggiori si sono verificati nella sede della Città metropolitana, in corso Inghilterra, dove è stato aperto un estintore, poi lanciato contro i reparti in servizio.

ANSA riferisce che i giovani fermati dalla polizia, e identificati, sarebbero due.

La situazione è tornata alla calma nel pomeriggio con lo scioglimento della manifestazione: ripresa anche la circolazione dei treni dopo la bonifica dei binari.

I manifestanti, citati da ANSA, hanno dichiarato che “la nostra lotta continua, non ci fermiamo qui“.

Il corteo dei Fridays for Future, che non ha preso parte ai disordini, si era già concluso in precedenza ai Giardini Reali.

Le ragioni del No Meloni Day e le richieste degli studenti

Il No Meloni Day nasce dalla protesta contro i tagli a scuola e università, il riarmo, il sostegno del governo ai conflitti internazionali e il mancato ascolto delle richieste studentesche.

“Ci crollano le scuole e pure gli ospedali, ma con i nostri soldi paghiamo i militari – gridano i collettivi Osa e Cambiare Rotta – La carta della repressione non ci fa paura, ogni scuola sarà un’occupazione. Blocchiamo tutto”.

In tutta Italia si sono svolte assemblee, sit-in e mobilitazioni con gli stessi obiettivi: “Vogliamo una scuola e un’università pubbliche, accessibili e libere”.

Le immagini del corteo a Roma

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