Nunzia Cappitelli trovata morta a Napoli, la doppia pista tra femminicidio e incidente: decisiva l'autopsia

Gli inquirenti indagano sulla morte di Nunzia Cappitelli tra l’ipotesi di incidente e quella di femminicidio. Attesa per l’esito dell’autopsia

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Nunzia Cappitelli potrebbe essere stata vittima di un incidente oppure uccisa da un ex che aveva denunciato per maltrattamenti. Tutte le ipotesi sono aperte e gli inquirenti attendono l’esito dell’autopsia e le immagini delle videocamere all’esterno dell’abitazione per direzionare al meglio le indagini. Il medico legale ha dichiarato che le ferite sono compatibili con una caduta, ma la presenza di denunce contro due uomini lascia aperto il dubbio che possa in realtà trattarsi di un femminicidio.

Incidente domestico o femminicidio?

Incidente domestico o femminicidio? Questa la domanda che tiene banco sul caso di Nunzia Cappitelli, trovata morta in casa a Napoli, a piazza Sant’Alfonso, venerdì pomeriggio scorso. La donna viveva nell’abitazione a nord di Napoli da tre mesi. Nel poco tempo trascorso nella zona, nessuno sembra aver notato rumori strani o litigi.

Intorno alle 16:45, a trovare la 51enne a terra ferita alla testa è stato l’ex compagno di 21 anni. Questo è stato a lungo trattenuto dalla polizia per via della denuncia nei suoi confronti. Nunzia infatti lo aveva accusato per attenzioni definite “ossessive” e per i maltrattamenti subiti. Secondo le dichiarazioni del giovane, la donna da due giorni non rispondeva alle chiamate e, una volta giunto sul posto, avrebbe trovato la porta accostata ma apribile.

Nunzia CappitelliVideo Mediaset
In foto Nunzia Cappitelli

Le indagini restano focalizzate sull’ipotesi di femminicidio. I motivi sarebbero relativi alla scena del crimine, ma anche alle denunce contro il 21enne e un altro uomo, con il quale da tempo aveva interrotto ogni rapporto. Gli agenti starebbero visionando le immagini di una videocamera di sicurezza di una vicina.

Le parole del parroco

Il parroco della chiesa di San Giovanni Battista e Sant’Alfonso a Marianella è tornato a parlare di Nunzia. Dice di averla sempre vista da sola. “Se c’erano altre persone o familiari che la venivano a trovare… però io non so altro”.

Il prete spiega che stando in chiesa non aveva la possibilità di vedere i movimenti che accadevano in piazza. Confessa però di averne parlato con altri parrocchiani, che a loro volta hanno dichiarato di averla vista in strada più volte.

Il prete di Marianella l’avrebbe vista l’ultima volta proprio venerdì, prima di andare ad Assisi, e sostiene che stava bene. In chiesa la donna non avrebbe mai manifestato disagi o un “malessere specifico”, aggiunge.

Decisiva autopsia

La direzione delle indagini non esclude nessuna ipotesi, e questo perché al momento le ferite potrebbero essere ricollegate tanto a un incidente quanto a un omicidio. Secondo il medico legale le ferite potrebbero essere compatibili con una caduta.

Gli inquirenti però vogliono vederci chiaro e hanno analizzato per bene la scena del presunto crimine. Sono state anche acquisite le immagini delle videocamere di sorveglianza non solo relative al giorno della morte della cinquantunenne, ma anche ai giorni precedenti, per capire i movimenti intorno all’abitazione.

L’ipotesi dell’incidente non convince gli inquirenti per via delle denunce per maltrattamenti che Nunzia avrebbe fatto contro due uomini: il ventunenne che l’ha trovata morta in casa e un altro uomo, frequentato in passato e suo coetaneo. Sarà fondamentale l’esito dell’autopsia.

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