Nuove regole ESTA negli Usa, anche i turisti italiani dovranno mostrare i profili social per entrare
Gli Usa hanno cambiato le norme di accesso al Paese per i turisti cittadini di Paesi che non richiedono un visto per gli Usa, tra cui l'Italia
Gli Stati Uniti hanno aggiornato le regole dell’Esta, il procedimento elettronico per entrare nel Paese senza visto. Tra le novità, l’obbligatorietà di farsi un selfie con un’app dedicata in modo che le autorità degli Usa abbiano un’immagine in alta definizione del viaggiatore che richiede l’autorizzazione. Polemiche invece sulla necessità di fornire tutti i profili social utilizzati negli ultimi 5 anni, diventata un obbligo per chiunque voglia viaggiare negli Usa.
- Le nuove regole Esta per entrare negli Usa
- L'accesso ai social diventa obbligatorio
- Il caso del turista norvegese e del meme di JD Vance
Le nuove regole Esta per entrare negli Usa
Gli Usa hanno annunciato un cambiamento delle regole dell’Esta (Electronic System for Travel Authorization), il sistema telematico che permette ai cittadini di alcuni Paesi considerati sicuri di ottenere accesso turistico (per un massimo di 90 giorni) agli Stati Uniti senza richiedere un visto.
Tra questi Paesi c’è anche l’Italia, oltre a molti altri alleati europei e asiatici degli Stati Uniti. Tra i nuovi requisiti ci sono una foto in alta definizione, che sarà scattata attraverso una nuova applicazione ancora da pubblicare, le impronte digitali, la scansione dell’iride e il Dna, se l’infrastruttura tecnica lo consentirà.
ANSA
Ci sono poi una serie di altre informazioni che diventeranno obbligatorie, come i numeri di telefono impiegati negli ultimi 5 anni, gli indirizzi e-mail riconducibili alla propria persona negli ultimi 10 anni e tutti gli indirizzi di residenza precedenti.
L’accesso ai social diventa obbligatorio
Tra i nuovi requisiti, gli Usa richiederanno anche obbligatoriamente accesso a tutti i profili social utilizzati negli ultimi 5 anni da chi richiede un’autorizzazione Esta.
Questo non significa dare accesso alle autorità alla propria password, ma soltanto rendere pubblici eventuali profili privati e dichiarare tutti i profili utilizzati.
Ogni omissione potrebbe causare il rifiuto dell’autorizzazione. L’obbligo è principalmente uno spostamento di questo tipo di scansione dai controlli in aeroporto alla procedura digitale.
Il caso del turista norvegese e del meme di JD Vance
La scansione obbligatoria dei social ha causato scalpore anche per un precedente. A giugno 2025 un ragazzo norvegese di 21 anni ha accusato le autorità americane di averlo respinto in aeroporto dopo aver trovato sul suo telefono un meme che ritraeva il viso del vicepresidente Vance.
Gli Usa avevano smentito questa versione, dichiarando di aver respinto il ragazzo perché aveva ammesso di aver fatto uso di droghe in passato (marijuana, in Paesi in cui è legale).
La Bbc aveva ottenuto i documenti con cui gli Usa avevano respinto il ragazzo, in cui si dichiarava il sospetto che il 21enne volesse cercare lavoro negli Usa attraverso un visto turistico.
ANSA