Omicidio di Alessandro Venier a Gemona, sarà la madre a decidere per i funerali: l'indiscrezione

Sui funerali di Alessandro Venier potrebbe decidere la madre, reo confessa dell'omicidio del figlio a Gemona. Le ultime novità sul caso

Sarà Lorena Venier a decidere sul funerale del figlio Alessandro. È la nuova indiscrezione sull’omicidio di Gemona (Udine), per il quale la 61enne e madre della vittima è reo confessa. Il Comune sarebbe in attesa di disposizioni dalla donna. Sarà il sindaco Roberto Revelant a essere informato tramite l’avvocato Giovanni De Nardo, che assiste l’ex infermiera.

I funerali di Alessandro Venier

I dettagli sui funerali di Alessandro Venier sono ancora in divenire. Per il momento non esiste una data, né è dato conoscere le modalità con cui si svolgeranno le esequie. Ciò è dovuto all’attesa del “nulla osta dalla Procura“, spiega il sindaco di Gemona Roberto Revelant a RaiNews.

L’autorizzazione arriverebbe solo una volta conclusi gli esami autoptici sul cadavere del 35enne. Il 13 agosto, infatti, sono stati effettuati i prelievi biologici da parte del medico legale e questi sarebbero arrivati presso lo studio tossicologico forense solamente nei giorni scorsi.

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Sarà Lorena Venier, reo confessa dell’omicidio di Alessandro Venier a Gemona, a decidere sui funerali del figlio

Tuttavia, come riporta Ansa, potrebbe essere la stessa Lorena Venier a decidere sui funerali del figlio. I dettagli sulla data e le modalità dovranno essere comunicati al sindaco di Gemona tramite l’avvocato della donna, Giovanni De Nardo.

Ciò che è dato sapere, per ora, è che l’ultimo saluto alla vittima potrebbe svolgersi secondo il rito civile.

Gli esami tossicologici

Come noto, secondo il racconto di Lorena Venier reso e confermato anche nel secondo interrogatorio, Alessandro Venier sarebbe stato inizialmente stordito con un farmaco antipsicotico e poi con la somministrazione di insulina. Infine sarebbe stato strangolato con i lacci delle sue scarpe dalla compagna, Mailyn Castro Monsalvo, e sarebbe stato sezionato in tre parti dalla madre.

Per questo l’esame autoptico potrà dirsi concluso solamente dopo gli esiti del test tossicologico affidato dalla Procura di Udine a Riccardo Addobbati. Ascoltato da RaiNews l’esperto riferisce per questi esami ha “chiesto 60 giorni di tempo, prorogabili a 90” in quanto “analizzare la presenza di insulina nei campioni prelevati” richiede “un esame particolare” che quindi “richiede tempi più lunghi”.  E proprio l’esito di quegli esami potrebbe aiutare gli investigatori a stabilire le cause della morte del 35enne, ovvero se il decesso sia avvenuto a seguito della somministrazione delle sostanze menzionate o del soffocamento.

L’omicidio di Gemona

I fatti risalgono al 25 luglio. Secondo il racconto di Lorena Venier, da tempo il figlio Alessandro avrebbe costretto sia lei che la compagna, Mailyn Castro Monsalvo in un clima di tensione e paura, dal momento che sarebbe stato solito perpetrare atteggiamenti minatori e violenti nei confronti della 30enne soprattutto dopo la nascita della loro figlia, venuta al mondo nel gennaio del 2025.

Per questo Monsalvo avrebbe chiesto più volte alla suocera, con la quale viveva un rapporto di reciproco affetto, di uccidere il 35enne. Il 25 luglio, quindi, la presunta richiesta della compagna di Alessandro sarebbe stata esaudita: il 35enne sarebbe stato prima stordito con antipsicotici e insulina, poi soffocato con i lacci delle scarpe.

Infine Lorena Venier avrebbe sezionato il cadavere del figlio per poi riporlo dentro un bidone nascosto nella cantina dell’abitazione. Le due donne lo avrebbero poi abbandonato in campagna una volta terminata la decomposizione – sempre secondo la 61enne – ma il 31 luglio Mailyn Castro Monsalvo avrebbe rotto il silenzio allertando le autorità.

La 30enne non è ancora stata ascoltata dagli inquirenti, nel frattempo sono in corso le decisioni sul destino della piccola.

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