Omicidio di Alessandro Venier a Gemona, verso la perizia psichiatrica per la madre Lorena: cosa sappiamo
Gli avvocati di Lorena Venier stanno valutando la richiesta di una perizia psichiatrica: le ultime novità sull'omicidio di Alessandro Venier a Gemona
Per Lorena Venier, la 61enne reo confessa dell’omicidio del figlio Alessandro a Gemona (Udine), potrebbe essere richiesta una perizia psichiatrica. Sarebbe, questo, nelle intenzioni dei suoi avvocati Giovanni De Nardo ed Emanuele Sergo i quali, secondo le indiscrezioni, avrebbero deciso di nominare due consulenti per tracciare il profilo della loro assistita.
- Verso la perizia psichiatrica per Lorena Venier
- Le indagini sul contesto famigliare
- L'omicidio di Gemona
Verso la perizia psichiatrica per Lorena Venier
La notizia è riportata dal Messaggero Veneto. Secondo il quotidiano locale Giovanni De Nardo e Emanuele Sergo, gli avvocati che difendono la reo confessa Lorena Venier, avrebbero scelto di rivolgersi a due consulenti, per la precisione uno psicologo e uno psicoterapeuta.
Con questa decisione i due legali potrebbero richiedere la perizia psichiatrica della loro assistita, sia per definire il suo stato mentale e sia per avere un quadro completo delle dinamiche familiari.
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Gli avvocati di Lorena Venier hanno riferito al Messaggero Veneto che la loro assistita “ha fornito piena collaborazione” e avrebbe riportato elementi “che, se approfonditi, potranno fare luce su una vicenda complessa e dai molteplici risvolti”.
“La sua condizione psichica è fragile e necessita di valutazioni cliniche accurate“, hanno aggiunto De Nardo e Sergo.
Le indagini sul contesto famigliare
Come già noto, l’omicidio di Alessandro Venier – soffocato e poi smembrato – potrebbe essersi consumato in un contesto famigliare fatto di violenze e tensioni. Secondo il racconto della madre, il figlio avrebbe perpetrato minacce e maltrattamenti nei confronti della compagna, Mailyn Castro Monsalvo, che sarebbero degenerati soprattutto nel mese di gennaio 2025, dopo la nascita della loro bambina.
Tra Castro Monsalvo e Lorena Venier correva un rapporto di reciproco affetto – stando al racconto della 61enne – e per questo le due donne si sarebbero promesse di ritrovarsi in Colombia, Paese d’origine della 30enne. Nel frattempo, le due donne non avrebbero mai trovato la forza di denunciare i presunti abusi del 35enne che le avrebbe costrette ad una vita di minacce e terrore. Gli avvocati De Nardo e Sergo, quindi, con il lavoro dei due consulenti potrebbero ottenere un resoconto di ciò che succedeva tra le mura di via dei Lotti.
L’omicidio di Gemona
I fatti risalgono al 25 luglio. Secondo la versione fornita da Lorena Venier agli inquirenti, quel giorno avrebbe scelto di uccidere il figlio Alessandro con il supporto della nuora dopo la decisione dell’uomo di partire per la Colombia insieme alla compagna e alla bambina. Le ripetute violenze che il 35enne avrebbe inflitto alla compagna avrebbero portato la madre 61enne a temere che i maltrattamenti sarebbero continuati anche in Colombia.
Inoltre, sempre secondo la reo confessa, da mesi Mailyn Castro Monsalvo chiedeva alla suocera di uccidere l’uomo. Il 25 luglio, quindi, Lorena Venier avrebbe tentato di stordire il figlio prima con psicofarmaci, poi con insulina. Indebolito ma non privo di sensi, Alessandro resisteva alle somministrazioni. Quindi le due donne avrebbero tentato di soffocarlo con un cuscino, sempre senza risultati. Infine la compagna della vittima avrebbe portato a compimento il piano strangolando l’uomo con i lacci delle scarpe.
Con Alessandro Venier ormai privo di vita, si poneva il problema dell’occultamento del corpo. Quindi la madre della vittima avrebbe scelto di sezionare il corpo in tre parti da nascondere in un bidone con della calce, nella cantina dell’abitazione. Una volta conclusa la decomposizione, il cadavere smembrato sarebbe stato abbandonato in campagna. Terminate tutte le fasi dell’omicidio, Mailyn sarebbe partita per la Colombia e Lorena Venier l’avrebbe raggiunta una volta entrata in pensione.
A rompere il silenzio, il 31 luglio, è stata Mailyn Castro Monsalvo con una telefonata ai carabinieri. Interrogata dalle autorità, Lorena Venier ha confessato l’omicidio e si è attribuita interamente il sezionamento del corpo del figlio. Mailyn non è ancora stata interrogata.
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