Omicidio di Sergiu Tarna, Riccardo Salvagno confessa di aver ucciso il barista "per un video hot con la trans"
Ha confessato Riccardo Salvagno, l'agente della polizia locale di Venezia arrestato per l'omicidio del barista 25enne Sergiu Tarna
Riccardo Salvagno, ex agente della polizia locale di Venezia, ha confessato l’omicidio del barista Sergiu Tarna. Il movente sarebbe un video in possesso della vittima. Nel filmato, l’assassino reo confesso era immortalato insieme a una ragazza transgender. Salvagno avrebbe ucciso Tarna per paure che le immagini fossero diffuse.
- Riccardo Salvagno ha confessato l'omicidio di Sergiu Tarna
- La dinamica dell'omicidio
- Il complice ancora in fuga
Riccardo Salvagno ha confessato l’omicidio di Sergiu Tarna
Durante l’interrogatorio di garanzia seguito all’arresto avvenuto il 7 gennaio Riccardo Salvagno ha confessato l’omicidio del barista di Mestre Sergiu Tarna, avvenuto il 31 dicembre.
La confessione ha rivelato anche il movente dell’omicidio. La pista del debito di droga è stata smentita. Dietro all’omicidio c’era invece un video, in cui Salvagno appariva in compagnia di una ragazza transgender, forse in un locale notturno.
© 2026 OpenMapTiles | © 2026 OpenStreetMap | © 2026 TomTom | © 2026 ESA, Copernicus Sentinel | © 2026 IODL 2.0 | TuttocittàIl filmato sarebbe stato in possesso di Tarna e Salvagno avrebbe avuto paura che il barista lo diffondesse. Sarebbe questa l’origine dei litigi scoppiati tra i due a novembre nel locale di Mestre dove il 25enne lavorava.
La dinamica dell’omicidio
L’interrogatorio ha chiarito anche la dinamica di quanto accaduto. Nella notte tra il 30 e il 31 dicembre Salvagno è andato a cercare “per tutta Mestre” Tarna, insieme a un amico. A detta dell’assassino reo confesso, per spaventarlo e dissuaderlo dal diffondere il filmato.
I due hanno trovato il 25enne in un bar del quartiere di Venezia attorno alle 2 di notte, lo hanno avvicinato e lo hanno caricato a forza in macchina.
Salvagno sostiene poi che lo abbiano portato nel campo in cui è stato trovato il cadavere del barista per minacciarlo. Tarna sarebbe fuggito e sarebbe “partito un colpo” che avrebbe raggiunto il 25enne alla testa.
La versione sarà verificata dalle autorità. Le pistole moderne non possono sparare “per errore”. Il grilletto deve essere premuto a fondo e con una forza tra 1 e 2,5 chili a seconda del modello di arma perché il colpo possa partire.
Il complice ancora in fuga
I carabinieri stanno ancora cercando quello che è considerato il complice di Salvagno, l’amico con cui era andato a cercare Tarna nella notte tra il 30 e il 31.
Si tratterebbe di un cittadino albanese che potrebbe essere fuggito in patria e che, dopo l’omicidio, avrebbe portato Salvagno fino a Gorizia, sul confine sloveno.
L’assassino reo confesso è poi tornato a Verona ed è fuggito in Spagna, a Valencia, per poi essere costretto a tornare in Italia perché aveva finito i soldi.
ANSA