Orazio Schillaci minaccia le dimissioni dopo il caso Nitag, pressing sul ministro anche dal Nobel Parisi

Caos nel governo, il ministro della Salute Orazio Schillaci minaccia le dimissioni: pasticcio sulle nomine del Nitag

Terremoto agostano nel governo. Il ministro della Salute Orazio Schillaci minaccia le dimissioni dopo che al Nitag, organismo di consulenza sui vaccini, sono entrati due professori considerati “no vax”: il pediatra toscano Eugenio Serravalle e l’ematologo bolognese Paolo Bellavite. Schillaci avrebbe posto un aut aut. Fuori loro o fuori lui.

Caos al governo, Orazio Schillaci minaccia le dimissioni: pasticcio sul Nitag

A nominare Serravalle e Bellavite, come riferisce La Repubblica, è stata la potente segretaria politica del ministero, Rita Di Quinzio. Avrebbe agito su consiglio di alcuni membri di Fratelli d’Italia.

Schillaci ha commesso un errore mercoledì 6 agosto: ha firmato il decreto di incarico loro e di altri 20 membri del Nitag. Probabilmente non ha controllato bene i profili dei due professori ritenuti ‘no vax’, altrimenti non avrebbe siglato il documento.

Ora il ministro chiede che Serravalle e Bellavite siano estromessi dal Nitag. Dalla sua parte la responsabile Prevenzione della Regione Veneto, Francesca Russo, che ha incassato l’attestato di stima di Luca Zaia quando, per protesta, ha rifiutato l’incarico nell’organismo di consulenza.

Il ministro della Salute Orazio SchillaciANSA
Il ministro Orazio Schillaci

Dura la reazione anche di Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei medici, che, nell’apprendere l’ingresso al Nitag dei due medici considerati ‘no vax’, ha chiesto di azzerare l’intero gruppo di esperti appena nominato.

Dulcis in fundo, la lettera degli scienziati ed esperti al ministro Schillaci, firmata dal presidente del Pts (Patto trasversale per la Scienza) Guido Poli. Una petizione contro le suddette nomine al centro delle polemiche. Tra i firmatari anche il premio Nobel Giorgio Parisi.

L’aut aut del ministro a Fratelli d’Italia

Il ministro, ritrovatosi nella ‘tempesta perfetta’, ha chiesto a Fratelli d’Italia di invitare Serravalle e Bellavite a dimettersi. I due hanno fatto muro. Così la situazione è precipitata. Schillaci, nelle scorse ore, ha preparato un nuovo decreto nel quale fa decadere la commissione, che verrebbe poi rinominata con altri componenti a settembre.

Quando però ha chiesto l’ok a Palazzo Chigi gli sarebbe stato detto di fermarsi e che sarebbe stato meglio rimandare a settembre ogni tipo di decisione. Schillaci di tutta risposta avrebbe lanciato un ultimatum a FdI, invitando il partito a pronunciarsi entro 48 ore. Se le sue richieste non saranno soddisfatte, potrebbero arrivare le dimissioni.

Chi sono Eugenio Serravalle e l’ematologo Paolo Bellavite

Il pediatra toscano Eugenio Serravalle e l’ematologo bolognese Paolo Bellavite non sono ben visti dal mondo scientifico per le loro idee ‘no vax’, ma anche per il loro non brillantissimo curriculum che risulta povero di pubblicazioni in grado di incidere sull’H-index, vale a dire l’indicatore usato per monitorare la produttività dei ricercatori.

Il loro “è più basso di quello di un nostro specializzando”, sostengono i critici, come riportato dal Corriere della Sera. Uno dei due, aggiungono altri, “è stato vicino alla candidatura come sindaco di un comune toscano da parte della maggioranza che, non avendolo poi schierato, gli avrebbe promesso un posticino nel consiglio superiore di sanità e in seconda battuta nel Nitag”.

Gli esperti del Patto trasversale per la scienza, guidato da Guido Poli, nella lettera indirizzata a Schillaci hanno chiesto formalmente di cancellare le nomine dei due consulenti “nell’interesse del bene comune e in osservanza dei principi che devono guidare la composizione di un comitato di così alto prestigio”.

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