Paolo Cappuccio cerca cuochi senza "problemi di orientamento sessuale", poi cancella: e spunta un precedente

Il post Facebook dello chef Paolo Cappuccio scatena le polemiche social. La risposta dello stellato e il precedente

Il post su Facebook dello chef stellato Paolo Cappuccio non smette di scatenare polemiche. L’annuncio di lavoro per selezionare sous chef con brigata per il ristorante di un hotel in Val di Fassa, sulle Dolomiti nel Trentino, è diventato un vero e proprio caso perché definito da molti utenti “discriminatorio e omofobo“. Il contenuto è stato oscurato dal profilo Facebook dello chef ma continua a circolare sui social attirando numerosi commenti. E c’è anche un precedente simile.

Cosa c’è scritto nel post Facebook di Paolo Cappuccio

“Sono esclusi comunisti/fancazzisti, Masterchef del ca*** e affini, persone con problematiche di alcool, droghe e di orientamento sessuale. Quindi se eventualmente resta qualche soggetto più o meno normale… Persone referenziate se rimangono ben volentieri”.

Queste parole a corredo dell’annuncio che chiedeva candidature per un hotel a 4 stelle in poche ore sono diventate viralissime. Sono state contestate le parole utilizzate dallo chef Paolo Cappuccio in particolare riguardo all’associazione tra comunisti e fancazzisti e per la specifica sull’orientamento sessuale ritenuta da molti omofoba.

Paolo Cappuccio FacebookFacebook Paolo Cappuccio
Il post Facebook di Paolo Cappuccio, ora cancellato

L’aggettivo che più ha fatto scalpore tra gli utenti è l’accezione “normale” come se “comunisti” e “omosessuali” non lo fossero.

Le scuse di Paolo Cappuccio e le minacce allo chef

Come spesso accade alcune contestazioni si sono trasformate in pesanti minacce come ha segnalato lo stesso stellato. “Ho ricevuto insulti, parolacce, minacce” ha dichiarato Paolo Cappuccio al Corriere della Sera come “devi stare a testa in giù”.

Lo chef ha provato a contestualizzare il suo annuncio di lavoro diventato un caso. Stanco di lavoratori che gli “hanno solo fatto perdere tempo” mettendosi in malattia, svolgendo male le proprie mansioni cercava collaboratori con voglia di lavorare.

Lo ha definito un “annuncio di disperazione” perché a suo dire c’è un “perbenismo di sinistra” che impedisce di poter selezionare con libertà i lavoratori della propria cucina. Paolo Cappuccio spiegando che è difficile ormai trovare collaboratori e/o dipendenti qualificati ha voluto chiarire la sua posizione sui comunisti/fancazzisti e sui gay.

Per quanto riguarda l’associazione sinistroidi/fannulloni ha parlato di “estremizzazione di un prototipo di personaggi“. “Si presentano con tanti hobby…idee di sinistra e si rivelano fallimenti professionali”. L’esclusione a detta dello chef è per evitare perdite di tempo perché per lui in cucina non è come il Concerto del Primo Maggio.

Paolo Cappuccio ha voluto aggiungere, giustificando il suo post su Facebook, che se ci sono comunisti che hanno voglia di lavorare non sono di certo esclusi. Per quanto riguarda la frase sull’orientamento sessuale ha detto di non essere assolutamente omofobo, di avere amici gay con cui va anche in vacanza e di aver avuto anche personale etero “che si esibiva in modo eccessivo”. Il problema è che si creavano litigi durante la preparazione dei piatti. Infine quel “normale” tanto contestato per lo chef significava “un lavoratore normale” e non era riferito all’orientamento sessuale.

A fine intervista al Corriere della Sera sono arrivate anche le scuse “se ho leso la sensibilità di qualcuno, mi dispiace”.

Chi è Paolo Cappuccio e il precedente annuncio contestato

Paolo Cappuccio è un rinomato chef che ha ricevuto l’ambita stella Michelin nel 2009 con la sua esperienza in un ristorante a Madonna di Campiglio. Già dall’anno precedente era food designer per un noto marchio di orologi svizzero. Di origini napoletane, 48 anni, ha iniziato a studiare già all’età di 14 anni lavorando in giro per l’Europa.

Tra le varie accademie frequentate la Lenotre di Parigi. Nel suo curriculum spiccano le esperienza al Cipriani Restaurant di New York, al Palace Hotel di Milano, al Grand Hotel dei Bains di Venezia e l’Hotel Splendido a Portofino.

Tgcom24 ricorda che non è la prima volta che un post Facebook di Paolo Cappuccio scatena polemiche. Un annuncio di lavoro dello chef nel 2020 per cercare personale per l’estate a Caorle fece scalpore per i toni ritenuti offensivi.

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