Paolo Crepet vuole anticipare la maggiore età, la critica ai genitori ipocriti che rendono i giovani fragili
La critica di Paolo Crepet all’ipocrisia familiare: il professore propone di anticipare la maggiore età e più responsabilità ai giovani
Paolo Crepet all’attacco dell’ipocrisia di genitori che concedono libertà da adulti ai figli ma li proteggono dalle responsabilità. Da anni, lo psichiatra e sociologo fa discutere con la sua proposta di anticipare la maggiore età, aumentare la responsabilizzazione dei figli e ridurre l’eccessiva assistenza, che rende a suo avviso fragili i giovani.
- Paolo Crepet e l'ipocrisia dei genitori
- La proposta sulla maggiore età
- L'aiuto eccessivo dei genitori
Paolo Crepet e l’ipocrisia dei genitori
La nostra comunità vivrebbe in una condizione di confusione collettiva: i nostri giovani – talvolta giovanissimi – vengono spesso trattati con condiscendenza quando fanno le ore piccole e finiscono nei guai. Ma se le bravate le compiono dei ragazzi rom, allora la condanna è dura e pressoché unanime, il più delle volte.
È uno dei tanti esempi che lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet adduce a corroborare le sue tesi: nelle famiglie aleggia una certa ipocrisia, con i figli che sono considerati “grandi” solo a sprazzi con la conseguenza di minarne le certezze e alimentarne le fragilità.
ANSA
Paolo Crepet
“Qualche mese fa ha avuto molto successo la serie tv ‘Adolescence’, un ragazzino di 13 anni che compie un delitto” ha ricordato Crepet al Messaggero. “Tutti hanno applaudito, hanno elogiato doti attoriali e registiche. Io penso sia stata l’ennesima ipocrisia di chi fa finta di non avere capito che davvero siamo arrivati a questo”.
“Se i genitori permettono ai loro figli giovanissimi di comportarsi da adulti quando escono la sera e tornano alle sei di mattina, quando bevono, quando vanno in vacanza soli con gli amici o con il fidanzato, dovrebbero accettare che possano avere comportamenti adulti anche in altre circostanze”.
La proposta sulla maggiore età
Crepet sostiene da tempo che sarebbe opportuno anticipare l’età della maggiore età legale, in modo da rendere coerenti diritti e doveri.
“Oggi a 16 anni i ragazzi fanno tutto quello che fanno gli adulti” ha spiegato. “È necessario prenderne atto, sottolineare le contraddizioni che stiamo vivendo, capire le conseguenze che questo produce. Parlando delle conseguenze vengono a galla i problemi”.
“Per formalizzare un contratto di lavoro, magari per fare i camerieri al sabato sera, hanno bisogno dell’autorizzazione dei genitori. A 16 anni non hai la possibilità di lavorare, mentre invece hai la maturità per fare le 6 del mattino?” si è chiesto Crepet.
L’aiuto eccessivo dei genitori
Un’eccessiva assistenza, secondo lo psichiatra, rischia di indebolire ulteriormente i giovani, trasformando difficoltà normali per l’età in presunti problemi clinici.
“Perché a mio figlio permetto di fare una vita da adulto e il giorno dopo vado a lamentarmi con i professori per i voti, giustificandolo?” ha domandato. “Spesso il soccorso che garantiamo è sproporzionato e portatore di guai, perché spinge i ragazzi a diventare ancora più fragili”.
IPA