Prima alla Scala, applausi per Liliana Segre e critiche al Governo assente. Quest’anno Mattarella non c’è
Alla prima della Scala si fa notare l’assenza di figure governative con il ministro della Cultura Giuli unico presente
Come da tradizione, il 7 dicembre si inaugura una nuova stagione al Teatro della Scala di Milano. In scena, con la direzione di Riccardo Chailly, l’opera Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Dmitrij Šostakovič. Ad assistere alla Prima personaggi noti e figure istituzionali, tra cui la senatrice Liliana Segre. Mancano, però, gli esponenti del Governo, tra cui figura soltanto il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
- L’applauso per Liliana Segre alla Scala
- Mattarella e Meloni assenti alla Prima
- Le proteste dei centri sociali
L’applauso per Liliana Segre alla Scala
Al posto d’onore nel palco centrale del Teatro della Scala di Milano, in occasione della Prima del 7 dicembre, siede Liliana Segre.
Al suo arrivo al teatro, la senatrice a vita è stata accolta da un lungo e caloroso applauso da parte del pubblico.
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Segre siede alla sinistra del presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso e alla destra del sindaco di Milano Giuseppe Sala.
La senatrice, come il resto della platea, si è alzata in piedi durante l’Inno di Mameli diretto da Riccardo Chailly prima dell’inizio dell’opera.
Mattarella e Meloni assenti alla Prima
È saltata all’occhio l’assenza alla Prima del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della premier Giorgia Meloni.
Unico rappresentante del Governo presente al teatro milanese è il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
“Ce ne faremo una ragione, viviamo bene anche da soli” è il sardonico commento del governatore della Lombardia Attilio Fontana.
Più diplomatico si dimostra il primo cittadino Giuseppe Sala, che afferma di aver recentemente visto Mattarella che “l’anno prossimo ci sarà”.
Mentre il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi ribatte: “Noi ci siamo. La senatrice a vita Liliana Segre c’è, ci sono i vicepresidenti di Camera e Senato”.
Le proteste dei centri sociali
Tra le tradizioni che accompagnano la prima alla Scala, oltre a pellicce e grande musica, anche le proteste fuori dal teatro.
Quest’anno sono due i presidi raggruppatosi in piazza della Scala nel pomeriggio del 7 dicembre.
Da un lato i manifestanti di Cub e proPal, unitisi contro il licenziamento della maschera allontanata per aver urlato “Palestina libera”.
Dall’altra parte, i lavoratori del mondo dello spettacolo nella marcia organizzata dalla Cgil.
In piazza anche un gruppo di professori d’orchestra e coristi della Scala, prima di entrare per lo spettacolo cui prenderanno parte.
I musicisti hanno eseguito il Va’ pensiero come segno di protesta contro le politiche dello spettacolo, chiedendo finanziamenti adeguati e stop alle ingerenze politiche.
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