Proteste pro-Pal alla Vuelta a Bilbao e manifestanti in strada che fermano i ciclisti, tappa neutralizzata
Alcuni attivisti Pro-Palestina hanno "disturbato" i ciclisti della Vuelta, fino alla neutralizzazione del risultato: cos'è successo
Tensioni durante la Vuelta, la Bilbao-Bilbao, quando un gruppo di attivisti Pro-Pal è intervenuto in due tempi in segno di protesta contro la partecipazione della squadra Israel Premier Tech. I dimostranti sono riusciti a filtrare il traguardo della tappa, facendo in modo che l’organizzazione spostasse di 3 km la linea di fine corsa senza poter stabilire un vincitore.
- Attivisti alla Vuelta
- La gara è stata neutralizzata
- La nota della Israel Premier Tech
- Le parole del manager
Attivisti alla Vuelta
Come riporta Ansa, mercoledì 3 settembre alcuni attivisti Pro-Pal hanno raggiunto la spianata di San Mames, a Bilbao, per disturbare l’evento sportivo giunto alla sua 11esima tappa.
I manifestanti protestavano contro la partecipazione della Israel Premier Tech. In un primo momento si sono radunati in punto del percorso costringendo gli ufficiali di gara a intervenire per disperdere il picchetto.
ANSA
Infine i dimostranti si sono spostati fino al traguardo, dove hanno cominciato a spingere le transenne per impedire il transito dei ciclisti in gara.
Non sono mancate le tensioni con le forze dell’ordine. La Vuelta è un circuito di 157 km totali e gli attivisti avevano già avvertito circa una possibile incursione durante la gara.
La gara è stata neutralizzata
Come precisa Fanpage, considerata la partecipazione sentita degli attivisti Pro-Palestina la direzione della gara ha deciso, in un primo momento, di anticipare la fine del percorso a 3 km di distanza dal traguardo, un modo per arginare la presenza dei dimostranti.
Alle 17, infine, è arrivata la decisione di neutralizzare la gara. In poche parole la tappa non avrà un vincitore: piuttosto resteranno validi i tempi che avranno un ruolo nella graduatoria finale. Gli atleti che hanno accumulato i tempi migliori sono stati il britannico Tom Pidcock e il danese Jonas Vingegaard.
La nota della Israel Premier Tech
Sui social la Israel Premier Tech ha rotto il silenzio e ha commentato la vicenda. In una nota su Instagram la squadra ha annunciato che rimarrà “impegnata a correre alla Vuelta” e ha aggiunto che i fatti del 3 settembre potrebbero rappresentare “un precedente pericoloso nello sport del ciclismo”.
“Israel-Premier Tech ha ripetutamente espresso il suo rispetto per il diritto di tutti a protestare, purché tali proteste rimangano pacifiche e non compromettano la sicurezza del gruppo”, aggiunge il team. Poi aggiunge:
Il comportamento dei manifestanti oggi a Bilbao non è stato solo pericoloso, ma controproducente per la loro causa e ha privato i tifosi baschi del ciclismo, alcuni dei migliori tifosi del ciclismo del mondo, del traguardo di tappa che meritavano.
Le parole del manager
“Non dobbiamo nasconderci perché nulla c’entriamo con la guerra“, ha dichiarato il manager del team Oscar Guerrero, che ha aggiunto: “La squadra o i corridori perché non hanno nulla a che fare con quello che sta succedendo a Gaza”.
“Il gruppo è spaventato perché non possiamo controllare quello che può succederci là fuori”, ha concluso. Nel mese di luglio un attivista è stato arrestato a Tolosa, in Francia, dopo essere intervenuto durante una tappa del Tour de France indossando la maglietta con la scritta: “Israele fuori dal tour”.
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