Pupo fa discutere sui social dopo la morte di Pippo Baudo, il messaggio sull'antipatia e la sua bocciatura

Pupo ricorda Pippo Baudo con un post sincero e spigoloso: mai stimato né aiutato dal conduttore, ma questo lo spronò a lottare per la sua carriera

Dopo la morte di Pippo Baudo e i tanti elogi arrivati, c’è chi ha reagito diversamente: si tratta di Pupo, che sui social ha fatto discutere dopo aver sottolineato di non aver mai goduto della sua stima e di un suo aiuto, perché risultava “antipatico” al conduttore. Parole dure che però, ha spiegato il cantautore, lo hanno spinto a reagire e costruirsi una carriera autonoma.

Pupo fuori dal coro su Pippo Baudo

Pippo Baudo è scomparso il 16 agosto a 89 anni, lasciando dietro di sé una lunga scia di emozioni, elogi e ricordi, da parte del pubblico italiano e dei tanti addetti ai lavori incrociati e lanciati in carriera.

Sul proprio profilo Instagram, il pensiero di Pupo è apparso quindi – al momento – l’unico in controtendenza, almeno fra quelli espressi da personaggi del mondo dello spettacolo.

Cosa disse Pippo Baudo a Pupo

Secondo il racconto che Pupo ha affidato ai social, Baudo non gli dimostrò mai simpatia né sostegno.

“La scomparsa di Pippo Baudo ha generato un’infinità di post e commenti” ha scritto il cantautore 69enne. “Naturalmente, come sempre accade in questi casi, nessuno è andato fuori dal coro dell’apologia”.

“Anche io, che non ho mai fatto parte di nessun coro, desidero comunque salutare e ringraziare Pippo Baudo per tutto ciò che ha fatto per la musica italiana ma, soprattutto, desidero ringraziarlo per non avermi mai considerato e aiutato” ha sottolineato Pupo.

L’antipatia e la bocciatura

Mentre molti colleghi hanno reso omaggio al conduttore con ricordi commossi e fotografie, Pupo ha quindi scelto una via più spigolosa, pur trovando il modo di ringraziare Pippo Baudo.

“Ricordo quando mi disse che gli stavo antipatico e, soprattutto, gli stava antipatico il mio nome d’arte: Pupo” ha aggiunto il cantautore.

“Il più grande Talent Scout di tutti i tempi aveva sentenziato, già negli anni 80, la mia fine. Ci rimasi malissimo, ma non mi buttai giù, anzi, mi rimboccai le maniche e ricominciai a combattere”.

“Grazie Pippo, senza di te, probabilmente, non avrei mai trovato quella tenacia e quella forza di reagire che oggi mi permettono di festeggiare i 50 anni di carriera e di essere sempre un ‘Pupo’. Che la terra ti sia lieve grandissimo uomo e monumentale artista”.

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