Quagliarella e l'amico stalker: "Accuse infamanti e minacce di morte, ho un buco nero di 8 anni nella vita"
L'ex calciatore racconta il periodo in cui è stato vittima di uno stalker: "Era un amico che frequentava casa, a ripensarci ogni volta sto male"
L’ex calciatore Fabio Quagliarella ha raccontato il periodo più difficile della sua vita, che ha rischiato anche di mettere a repentaglio la carriera di uno dei migliori attaccanti italiani. L’ex sampdoriano è stato per otto anni vittima di uno stalker che aveva prodotto lettere diffamatorie anonime: “Era un amico che frequentava casa, a ripensarci ogni volta sto male“. Per questo Quagliarella dovette lasciare il Napoli, nel 2010: “Dopo anni tutti hanno capito, e ricevo ancora oggi testimonianze di affetto”.
- Quagliarella vittima di uno stalker
- Le accuse e le minacce di morte
- I pacchi di lettere a casa
- Chi è Fabio Quagliarella
Quagliarella vittima di uno stalker
Fabio Quagliarella ha parlato del periodo che lui stesso ha definito “un buco nero di 8 anni nella mia vita” in un’intervista al Corriere della Sera.
Il 17 febbraio 2017, dopo un processo durato qualche anno, un ex agente della polizia postale venne condannato a quattro anni e otto mesi di reclusione.

Fabio Quagliarella saluta i tifosi della Sampdoria
L’uomo, accusato di stalking da Quagliarella, aveva prodotto lettere diffamatorie anonime in cui l’attaccante, che all’epoca dei fatti giocava nel Napoli, veniva ingiustamente accusato di avere affiliazioni con la camorra e di aver intrattenuto rapporti con minorenni.
Le accuse e le minacce di morte
Oltre alle accuse infamanti (“quella di pedofilia è schifosa”, ha detto l’ex calciatore), Quagliarella veniva accusato anche di essere invischiato con camorra, droga e calcio scommesse.
E poi c’erano le minacce di morte al padre: “Gli spariamo in testa” e “Adesso mettiamo una bomba nel suo palazzo”, diceva lo stalker. “Una volta fece trovare sotto casa una bara con sopra la mia foto. Mi stava distruggendo la carriera, rovinò il mio trasferimento al Napoli”, racconta l’ex attaccante.
Nel 2010, infatti, Quagliarella se ne andò da Napoli senza poter, all’epoca, dare spiegazioni perché c’erano indagini in corso: “A Napoli dopo anni tutti hanno capito, e ricevo ancora oggi testimonianze di affetto”, dice ora.
I pacchi di lettere a casa
Lo stalker, dice Quagliarella, “era un amico che frequentava casa, a ripensarci ogni volta sto male. Uno che di mestiere faceva il poliziotto postale”.
A casa conserva ancora le lettere ricevute in quel periodo: “Quella vicenda ci ha cambiato la vita. Ero al campo ma non c’ero, avevo paura che mentre ero via potesse accadere qualcosa alla mia famiglia. Difficile concentrarsi così. Nella mia vita un buco nero di otto anni. Sì prima o poi le brucerò quelle lettere”, dice.
L’arresto dell’uomo che si fingeva amico, “e ci diceva che ci stava aiutando a capire chi fosse lo stalker”, è stata “una liberazione“. Ma una liberazione, racconta l’ex calciatore, da cui è forse impossibile liberarsi del tutto: “Dopo è stato pure peggio: quando per tanti anni sei ricattato, la paura ti resta dentro“.
Chi è Fabio Quagliarella
Fabio Quagliarella oggi ha 42 anni e fa l’opinionista tv a Sky. Una carriera gloriosa quella dell’ex attaccante, considerato tra i migliori della sua generazione, che ha vestito, tra le altre, le maglie di Sampdoria, Juventus, Udinese e Napoli.
In Serie A ha totalizzato 556 presenze e 182 gol segnati. Sono invece 28 le presenze e 9 le reti con la maglia della Nazionale. Quagliarella ha vinto tre scudetti e due Supercoppe italiane con la Juve ed è stato capocannoniere del campionato nella stagione 2018-19 con la Samp (la squadra con cui ha giocato e segnato di più).
Oggi al Corriere della Sera dice di aver recuperato leggerezza con la compagna Debora Salvalaggio, di essere uno che non beve, non fuma e mangia sano e si definisce “diffidente”.
“Non ho messo un etto da quando ho smesso. Non ho vizi, sono riservato e parlo poco. Non mi piace essere al centro dell’attenzione, ho sempre parlato con i gol“, conclude.
IPA