La rabbia di Paolo Crepet per lo studente accoltellato a Milano, attacco ai social e agli aggressori
"Questi ragazzi non hanno futuro". Durissimo il commento di Paolo Crepet sui fatti che hanno visto uno studente di 22 anni accoltellato e reso invalido a Milano
Rabbia, sconforto e frustrazione: sono queste le emozioni espresse da Paolo Crepet nel commentare i fatti che riguardano lo studente accoltellato a Milano. La vittima ha 22 anni e non camminerà mai più, avendo riportato una lesione al midollo spinale. I suoi cinque aggressori hanno fra i 17 e i 18 anni. Crepet si è espresso in collegamento con Ignoto X su La7.
Come sta il ragazzo accoltellato a Milano
Lo studente stava tornando a casa a tarda notte dopo una serata nella zona della movida nei pressi di Corso Como, zona già nota alle cronache per aggressioni e rapine. All’improvviso è stato avvicinato da cinque ragazzini, che gli hanno chiesto una sigaretta e poi “soldi da cambiare”.
Il 22enne, studente alla Bocconi, ha tirato fuori delle banconote e uno dei cinque gliene ha strappata dalle mani una da 50 euro. Il 22enne li ha inseguiti, scatenando la reazione del gruppo: calci, pugni e coltellate.
Il giovane è stato colpito da due fendenti: uno al gluteo e uno che gli ha perforato un polmone e gli ha leso il midollo spinale. Il tutto è stato ripreso da una videocamera di sorveglianza.
Una serie di trasfusioni e interventi salvavita hanno impedito la sua morte, ma il ragazzo ha scarsissime probabilità di tornare a camminare.
Si tratta del terzo giovane ridotto su una sedia a rotelle in Italia in pochi anni, per l’assalto di balordi: il primo fu il nuotatore Manuel Bortuzzo, preso a pistolettate nel 2019. Il secondo fu Mauro Glorioso, che a Torino venne colpito da una bicicletta lanciata dai Murazzi nel 2023. Il terzo è il bocconiano di Milano.
La rabbia di Paolo Crepet
“Siamo degli ignavi… Ci interessano le cose che ci fanno passare la giornata, siamo distratti da qualsiasi cosa”, ha commentato amaramente Paolo Crepet in collegamento con Ignoto X su La7, parlando del ragazzo accoltellato a Milano.
“Se questi social servono a questa roba qua, ma perché ce li teniamo? Se mettere un video di questa gravità non comporta nulla, è acqua che scorre. Tutti i ragazzi e le ragazze che vedono quella cosa penseranno ‘beh, che sarà mai? una coltellata finita male…'”, ha aggiunto.
Lo psichiatra e sociologo ha inoltre espresso “frustrazione”. “Non c’è futuro per questi ragazzi, gliel’abbiamo in parte tolto noi e in parte non sanno costruirselo loro”, ha detto. “Io sarei severissimo”, ha concluso.
E ancora: “Vorrei augurare a questi ragazzi di stare nel reparto dove la vittima sta lottando tra la vita e la morte. La vittima dovrà fare rieducazione. Così vedrebbero cosa vuol dire un ragazzo che non può camminare. Vedono che cosa vuol dire piangere, perché a vent’anni non camminare per una coltellata è orrendo. E non sarà certo il carcere Beccaria che risolverà questi problemi” per loro.
Le parole degli aggressori
Gli aggressori del 22enne non hanno mostrato alcun pentimento e hanno invece conversato vantandosi o manifestando il più profondo distacco dalle proprie azioni e dalla sorte della loro vittima. Nella sala d’attesa del Commissariato l’intercettazione ha registrato anche “improvvisi scoppi di ilarità“.
Sapendo che il ragazzo è in fin di vita in un letto d’ospedale uno di loro ha commentato così: “Ma speriamo bro’, almeno non parla. Te hai capito, io gli stacco tutti i cavi“.
“Non so se si vede il video dove lo scanniamo”, ha detto un altro. “Voglio vedere se ho picchiato forte”, ha commentato qualcuno.
Uno fra loro avrebbe sottolineato la “propria volontà di pubblicare” il “verbale di perquisizione” sui social network per vantarsi, ha scritto la giudice che ha convalidato gli arresti, parlando di una “sorta di compiacimento” per la “propria azione violenta”.
IPA