Rapina violenta a Padova, anziano colpito con piede di porco e refurtiva di oltre 15mila euro: tre arresti

Tre cittadini albanesi arrestati a Padova per una violenta rapina in abitazione. Refurtiva per oltre 15.000 euro recuperata dalla Polizia.

Tre cittadini albanesi sono stati arrestati per una violenta rapina in abitazione avvenuta nella notte di domenica 10 agosto a Padova ai danni di una coppia di anziani. Gli uomini, individuati in provincia di Padova, sono stati trovati in possesso di refurtiva per oltre 15.000 euro proveniente da numerosi furti in abitazione. L’operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile nell’ambito di un’indagine su oltre 30 episodi di furti e rapine avvenuti nelle ultime settimane in Padova e comuni limitrofi.

La fonte della notizia

Stando alle informazioni pubblicate sul sito della Polizia di Stato, la notte del 10 agosto si è consumata una violenta rapina ai danni di due coniugi anziani nella città di Padova. Tre uomini, successivamente identificati come cittadini albanesi, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto e condotti in carcere dopo essere stati trovati in possesso di numerosi oggetti rubati e strumenti utilizzati per commettere furti e rapine.

I dettagli della rapina: una notte di terrore per una coppia di anziani

La notte di domenica 10 agosto, intorno all’una, tre uomini con il volto coperto hanno fatto irruzione nell’abitazione di una coppia di coniugi ultrasettantenni a Padova. L’obiettivo iniziale era quello di compiere un furto, ma l’arrivo inaspettato dei proprietari ha cambiato i piani dei malviventi. I tre hanno minacciato gli anziani, sottratto i loro cellulari e intimato loro di non muoversi né gridare. Quando il padrone di casa ha tentato di reagire, è stato colpito con un piede di porco, spinto violentemente a terra e successivamente preso a calci, riportando varie lesioni.

Immobilizzata la coppia, i rapinatori hanno tentato di forzare una cassaforte con una mola a disco, senza però riuscire ad aprirla. Alla fine si sono accontentati di fuggire con i cellulari delle vittime e pochi altri oggetti di valore trovati nell’appartamento.

L’indagine: appostamenti e riscontri decisivi

La Squadra Mobile di Padova, già impegnata da settimane nel contrasto ai reati predatori e in particolare ai furti e rapine in abitazione, ha subito avviato le indagini. Grazie alle numerose segnalazioni di furti in appartamento nei comuni della cintura padovana, gli investigatori hanno potuto ricostruire gli spostamenti dei tre sospettati, che si muovevano a bordo di un’auto intestata a uno di loro, un giovane residente in provincia di Padova.

Individuato l’appartamento, gli agenti hanno effettuato un appostamento durato due giorni, monitorando ingressi, uscite e orari dei movimenti del gruppo. I riscontri hanno confermato la compatibilità degli spostamenti con i furti segnalati nella zona.

Il blitz e la scoperta della refurtiva

Quando la Polizia ha fatto irruzione nell’appartamento, ha trovato cinque uomini albanesi che dormivano. All’interno sono stati subito rinvenuti strumenti da scasso, guanti, torce e alcune borse di valore, una delle quali riportava le iniziali di una delle vittime di un furto denunciato nei giorni precedenti.

La perquisizione approfondita ha permesso di recuperare denaro contante e oggetti preziosi per un valore complessivo superiore a 15.000 euro, tutti riconducibili a furti e rapine in appartamento. Sono stati inoltre sequestrati una mola a disco e un piede di porco identici a quelli utilizzati nella rapina ai danni dei due anziani, oltre a guanti da lavoro, ricetrasmittenti, torce, cacciaviti e gli abiti indossati dai tre autori la notte della rapina, immortalati da una telecamera di videosorveglianza della zona.

Gli arresti e le espulsioni

Dei cinque uomini identificati nell’appartamento, tre sono risultati perfettamente compatibili con gli autori della rapina e sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria. Dopo l’identificazione in Questura, sono stati trasferiti in carcere, dove il G.i.p. ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare.

Gli altri due, un 27enne e un 28enne, anch’essi albanesi e senza precedenti, erano arrivati in Italia solo il giorno prima del controllo, probabilmente per unirsi alla banda. Sono stati denunciati a piede libero per concorso in furto in alloggio e ricettazione, quindi immediatamente espulsi dal territorio nazionale e rimpatriati in Albania su disposizione del Questore della provincia di Padova, Marco Odorisio.

Un’indagine su vasta scala: oltre 30 episodi sotto la lente

La Squadra Mobile di Padova prosegue le indagini per ricostruire tutti i furti e le rapine commessi dalla banda nelle ultime settimane. Sono oltre 30 episodi di furti e rapine, consumate o tentate, avvenuti in abitazioni di Padova, Albignasego, Montegrotto, Campodarsego, Borgoricco, Camposanpiero e zone limitrofe. Gli investigatori stanno raccogliendo ulteriori elementi utili per risalire anche ai canali di riciclaggio della refurtiva.

Al momento, il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e tutti gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino alla conclusione di tutte le fasi di giudizio.

La dichiarazione del Questore: “Una cellula criminale violenta e ben organizzata”

Il Questore della Provincia di Padova, Marco Odorisio, ha sottolineato come la banda smantellata dalla Squadra Mobile rappresentasse una cellula ben strutturata e specializzata nei reati predatori ai danni delle abitazioni della provincia. “Si tratta di un gruppo particolarmente violento e cruento, come dimostrato dalla rapina ai danni dei due anziani coniugi. Era necessario dare una risposta concreta alle vittime di questi reati, che colpiscono le persone nei luoghi a loro più cari, come le proprie case”, ha dichiarato Odorisio.

Un fenomeno in crescita: la risposta delle forze dell’ordine

L’operazione della Squadra Mobile di Padova si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso i reati predatori che colpiscono le abitazioni, spesso con modalità violente e organizzate. La collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine, attraverso le segnalazioni tempestive e l’utilizzo di strumenti tecnologici come le telecamere di sorveglianza, si è rivelata fondamentale per l’individuazione e l’arresto dei responsabili.

Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e per restituire ai legittimi proprietari la refurtiva recuperata. La Polizia invita chiunque abbia subito furti o rapine nelle ultime settimane a contattare le autorità per fornire informazioni utili alle indagini.

Conclusioni: la sicurezza delle abitazioni al centro dell’attenzione

Il caso di Padova mette in luce la necessità di mantenere alta la guardia contro i reati predatori e di rafforzare la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine. L’arresto dei tre cittadini albanesi e il sequestro della refurtiva rappresentano un importante risultato nella lotta contro i furti e le rapine in abitazione, ma anche un monito sulla pericolosità di bande criminali organizzate e pronte a usare la violenza pur di raggiungere i propri scopi.

Le indagini della Squadra Mobile continueranno nelle prossime settimane, con l’obiettivo di assicurare alla giustizia tutti i responsabili e di restituire serenità ai cittadini di Padova e provincia.

Polizia repertorio IPA

Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.