Brunetta si aumenta lo stipendio al Cnel e poi ci ripensa, attacco di Renzi al governo Meloni
Renato Brunetta, presidente del Cnel, si era alzato lo stipendio approfittando del fatto che era saltato il tetto di 240.000 euro lordi per le retribuzioni dei dipendenti pubblici
Caos politico attorno alla decisione del Cnel, guidato da Renato Brunetta, che aveva deliberato un aumento dei compensi dei vertici portando così lo stipendio del presidente a 311 mila euro l’anno, con provvedimento retroattivo che sarebbe partito da agosto. Sebbene sia stato fatto tutto a norma di legge, la decisione ha causato critiche anche da parte della premier Meloni e dal ministro dell’Economia Giorgetti che hanno reagito con irritazione. Ira anche da parte delle opposizioni, con Matteo Renzi, in particolare, che ha accusato il Governo di dare “i soldi agli amici”. Brunetta, in serata, ha però annunciato il dietrofront.
- Dietrofront di Brunetta
- Renzi contro il Governo Meloni
- Il post su Facebook
- Cos'è il Cnel
- Chi è Renato Brunetta
Dietrofront di Brunetta
L’aumento dello stipendio tanto criticato ha portato Brunetta a fare marcia indietro.
Dopo i numerosi attacchi, infatti, il presidente del Cnel ha fatto sapere nella serata di venerdì 7 novembre l’intenzione di provvedere a “revocare con effetto immediato la decisione assunta in Ufficio di Presidenza, relativa al recepimento”.
ANSA
Renato Brunetta
Renzi contro il Governo Meloni
L’aumento dello stipendio di Renato Brunetta, presidente del Cnel, e dei vertici era stato giustificato alla luce della sentenza della Corte costituzionale di luglio 2025 che ha dichiarato illegittimo il tetto dei 240 mila euro lordi alle retribuzioni pubbliche. Il tetto era stato voluto dalla Legge Madia, del Governo Renzi.
Il nuovo riferimento per il vertice del Cnel sarebbe stato lo stipendio del primo presidente della Corte di Cassazione (311.658,53 euro). Il bilancio del Cnel per il 2025 sarebbe passato così da 850.000 euro a 1,88 milioni di euro per le retribuzioni dei vertici. Gli adeguamenti avrebbero tenuto conto anche degli incrementi medi dei lavoratori pubblici calcolati dall’Istat.
“C’era una legge, la legge Madia, che diceva che i pensionati della pubblica amministrazione non dovevano più prendere soldi. Oggi glieli danno”, aveva tuonato Renzi dagli studi di L’aria che tira su La7.
“Perché agli amici danno i soldi. Hanno dato più soldi al Csm. Hanno dato più soldi a tutte le istituzioni. Loro pagano tutti. Nel frattempo però cosa succede? Che non ci sono i soldi per i pensionati veri, non ci sono soldi per chi deve tornare dall’estero. L’Italia non mette i soldi su ciò che servirebbe”, aveva rincarato Renzi.
Matteo Renzi, leader di Italia viva, è stato in prima fila nel condannare gli aumenti nel Cnel. Per tre motivi. Il primo, come detto, riguarda la Legge Madia emanata sotto il suo Governo, che poneva un tetto alle retribuzioni dei dipendenti pubblici. Tale passaggio della normativa è però stato ritenuto incostituzionale. Secondo motivo: Matteo Renzi fece un referendum per abolire il Cnel. Referendum che, come è noto, fallì.
Terzo motivo: gli emolumenti sono un nervo scoperto per Renzi. Il leader di Iv da una parte denuncia come il Governo stia dando soldi per aumentare gli stipendi degli “amici”. Dall’altra parte, Giorgia Meloni ha preteso una norma che sembra pensata apposta per tagliare lo stipendio a Renzi. La norma vieta ai parlamentari di svolgere incarichi retribuiti in favore di soggetti pubblici o privati non aventi sede legale o operativa nell’Unione europea. Renzi, come è noto, ha incassato milioni con le sue conferenze in Arabia Saudita.
Ma fra la famiglia Brunetta e Renzi non scorre buon sangue: Tommasa Ottaviani Giovannoni, la moglie di Renato Brunetta, venne condannata per diffamazione e dovette risarcire il leader di Italia Viva con 20.000 euro.
Il post su Facebook
Renzi aveva rincarato la dose con un post sui social, ancora contro Meloni e Brunetta.
Cos’è il Cnel
Il Cnel (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) è un organo di rilievo costituzionale previsto dall’articolo 99 della Costituzione italiana. Ha funzione consultiva rispetto al Governo, alle Camere e alle Regioni con potere di iniziativa legislativa; ha facoltà di contribuire all’elaborazione della legislazione economica e sociale.
Per anni quasi tutti i partiti hanno provato a eliminare il Cnel, senza riuscirci, considerandolo un ente inutile. A partire dal Governo Draghi il Cnel ha recuperato slancio, proponendo leggi e monitorando l’attuazione del Pnrr.
Chi è Renato Brunetta
Il veneziano Renato Brunetta ebbe umili origini: il papà era un venditore ambulante. Oggi è uno degli economisti che hanno segnato la politica recente. Nel suo cv ci sono anni da parlamentare di Forza Italia e da eurodeputato.
È noto soprattutto per la “Riforma Brunetta” che ha inciso sul funzionamento della pubblica amministrazione. Allora il diretto interessato era ministro della Pa nel Berlusconi IV. Nel mirino di Brunetta c’erano soprattutto quelli che definiva “fannulloni” e i meccanismi più ingessati della Pa. La riforma riscrisse la disciplina in merito alle assenze dei dipendenti pubblici, intervenne nella riforma dell’Aran e introdusse strumenti per valorizzare il merito.
In contrasto con le decisioni assunte da Forza Italia nel luglio 2022 nel corso della crisi del governo Draghi, Brunetta lasciò il partito e non si ricandidò.
Dall’aprile del 2023 Renato Brunetta è presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro.
Brunetta fu fra i primi a criticare la presunta superiorità culturale della sinistra (che definiva “culturame”).
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