Revocati i domiciliari a Manfredi Catella per l'inchiesta sull'urbanistica, perché è stato annullato l'arresto

Il re del mattone e patron di Coima, Manfredi Catella, era ai domiciliari con l’accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta urbanistica a Milano

La custodia cautelare ai domiciliari per Manfredi Catella è stata revocata. Il patron di Coima è stato indagato e accusato di corruzione nell’ambito dell’inchiesta urbanistica a Milano. Annullato anche l’arresto del coindagato Alessandro Scandurra. Un collegio del Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso difensivo per Catella del professor Francesco Mucciarelli e dell’avvocato Adriano Raffaelli.

La revoca dei domiciliari a Manfredi Catella

Già il 12 agosto le giudici Pendino, Ghezzi e Papagno avevano revocato la custodia cautelare ai domiciliari di Manfredi Catella, patron di Coima e considerato il “re del mattone”.

La decisione è stata confermata dai giudici Cucciniello, Braggion e Ricciardi. Riguardo alle motivazioni, è stata depositata solo una riga di dispositivo, che rimanda appunto alla spiegazione tra 45 giorni.

Manfredi CatellaANSA

Manfredi Catella

Per capire se i giudici abbiano ritenuto che non ci fossero proprio i “gravi indizi” di colpevolezza di Scandurra e Catella proposti dalla Procura, oppure se abbiano solo escluso che concrete esigenze cautelari richiedessero una misura restrittiva della libertà, bisogna attendere un mese e mezzo.

L’accusa a Manfredi Catella

Manfredi Catella è stato accusato di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sull’urbanistica di Milano.

Per la procura milanese, il patron di Coima è avrebbe corrotto Alessandro Scandurra, ex membro della commissione per il Paesaggio, con consulenze “mascherate da tangenti” per ottenere il voto favorevole per i progetti di proprio interesse.

Per i pm quelle consulenze sarebbero state “pagate troppo”, una cifra “non congrua” rispetto agli incarichi svolti. Quindi, una prova “del patto corruttivo“.

I legali di Catella hanno invece replicato che la fattura da 28.500 euro emessa a luglio 2023 dallo studio di Alessandro Scandurra nei confronti di Coima Sgr, “non è affatto falsa”.

Sottolineando che lo stesso giudice afferma che “Catella non aveva alcun rapporto con Scandurra”, i difensori sostengono che durante l’interrogatorio preventivo l’immobiliarista “si è assunto una responsabilità generale in coerenza con la sua etica e deontologia, ma non certo quella di avere commesso illeciti: altro – si legge – è l’assunzione della responsabilità delle politiche aziendali, altro la paternità di reati”.

Liberi anche gli altri arrestati

Sempre nell’ambito dell’inchiesta sull’urbanistica di Milano, la scorsa settimana sono tornati in libertà anche l’assessore Giancarlo Tancredi, l’ex presidente della Commissione paesaggio Giuseppe Marinoni e il manager Federico Pella.

Per loro i giudici hanno disposto una misura interdittiva di un anno. Arresto annullato per il patron di Bluestone Andrea Bezziccheri, l’unico che era finito in carcere.

Per quanto riguarda Scandurra, è accusato di essere stato “corrotto” da Catella con fatture fino a 138mila euro per un suo sì al parere da rilasciare in commissione sui progetti di interesse dello sviluppatore, su tutti il Pirellino e il villaggio olimpico allo Scalo Romana, da convertire a fine Giochi in uno studentato.

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