Richiamo dei filetti di acciughe Capri per possibile presenza di istamina, ritirato un lotto

Filetti di acciughe Capri ritirati dai supermercati per possibile presenza di istamina: qual è il lotto richiamato e quali sono i rischi per l'uomo

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Il Ministero della Salute ha reso noto di aver richiamato dei filetti di acciughe Capri  dai supermercati per possibile presenza di istamina. Nel caso in cui si siano acquistate le confezioni dell’unico lotto coinvolto, il prodotto non va assolutamente consumato per evitare problemi di salute: va riportato al punto vendita per la sostituzione o il rimborso.

Qual è il lotto richiamato

Il Ministero della Salute ha disposto il ritiro di un lotto, considerato a rischio, lunedì 1 dicembre 2025: riscontrata la possibile presenza di istamina.

Quello che si sa è che il prodotto è stato confezionato nello stabilimento di Torrenova, a Messina, dall’Industria Ittica Torrenovese: è venduto col nome Capri.

filetti di acciughe richiamo istamina capriMinistero della Salute
I filetti di acciughe richiamati

Il lotto richiamato è quello con la data di scadenza fissata al 6 marzo 2027.

Cosa fare se si sono acquistati i filetti di acciughe ritirati

Se avete acquistato uno dei prodotti del lotto in questione, la raccomandazione delle autorità sanitarie è di non consumarne il contenuto.

Anzi, va riportato al punto vendita per richiederne la sostituzione o il rimborso.

Cos’è l’istamina e quali sono i rischi per l’uomo

Come spiegato tra gli altri anche dalla Ulss 1 delle Dolomiti, l’intossicazione da istamina, nota anche come sindrome sgombroide si può verificare come risultato della decomposizione dell’istidina, un amminoacido presente nelle specie appartenenti alle famiglie Scombridae e Scomberascidae, tonno, sgombro, sarde, sardine, acciughe, da cui la patologia prende il nome.

Il deterioramento batterico e la produzione di istamina possono avvenire in ogni fase della filiera.

Avviene in caso di conservazione del pesce a temperature inadeguate, quando non vengono mantenute costantemente sotto i 4 gradi.

La sindrome sgombroide è una patologia che si sviluppa attraverso la reazione di un enzima che si trova in alcune specie batteriche nell’intestino o nella pelle del pesce.

Il deterioramento dell’alimento non si può avvertire perché inodore e insapore.

L’istamina è già presente nel nostro corpo, serve a regolare il sistema immunitario e non è tossica di per sé.

Quando però è liberata in grandi quantità può provocare una reazione allergica che, nel caso di assunzione di un alimento deteriorato, si manifesta attraverso un’intossicazione alimentare.

La quantità di istamina necessaria per provocare degli effetti varia da soggetto a soggetto a seconda di fattori come sensibilità individuale, peso corporeo, composizione del pasto (alcool, verdure e formaggi), farmaci assunti e patologie.

La sindrome sgombroide può provocare diversi sintomi, che si manifestano da qualche minuto a qualche ora dopo l’ingestione del prodotto:

  • manifestazioni cutanee comuni (rash cutaneo particolarmente localizzato al viso e al collo, sensazione di intenso calore, orticaria, edema facciale, ponfi, iperemia congiuntivale, prurito);
  • sintomi gastrointestinali (diarrea, dolore addominale, nausea, vomito, bruciore, gonfiore della bocca e della lingua);
  • sintomi emodinamici (ipotensione, vertigini);
  • sintomi neurologici (mal di testa, palpitazioni, formicolio, disturbi alla visione, tremori, debolezza, sensazione di calore).

Aggiornamenti sui ritiri alimentari.

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