Riscatto della laurea breve penalizzato per chi chiede la pensione anticipata, cosa cambia con la Manovra
Pensioni anticipate, nuova stretta nella Manovra 2026: aumenta la finestra mobile che penalizza chi ha riscattato la laurea breve
Sulle pensioni anticipate arriva una doppia stretta. Il Governo ha presentato un emendamento che aumenta la “finestra mobile” di attesa necessaria prima di ricevere la pensione. A partire dal 2032 sale dai 3 mesi ora previsti a 4 mesi, per poi aumentare progressivamente a 5 mesi nel 2033 e a 6 mesi nel 2034. La misura è stata definita una “mazzata” per i lavoratori che hanno riscattato la laurea breve, ovvero la triennale.
- Emendamento del Governo alla Manovra 2026
- La penalizzazione del riscatto di laurea
- Peggio della legge Monti-Fornero
Emendamento del Governo alla Manovra 2026
È arrivato l’emendamento del Governo alla Manovra 2026. Le misure valgono 3,5 miliardi di euro e si dividono tra interventi sulle Zes, la transizione per le imprese, stanziamenti per il ponte sullo Stretto di Messina, rimodulazione del Pnrr e una doppia stretta sulle pensioni anticipate.
Mentre si alzano le polemiche sulle misure, l’esame della legge di Bilancio in aula al Senato comincerà il 22 dicembre, per poi arrivare nel più breve tempo possibile all’approvazione definitiva. Ma è una corsa per arrivare in tempo entro la fine dell’anno.
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La penalizzazione del riscatto di laurea
Un tasto dolente riguarda gli emendamenti sul pensionamento anticipato e, in particolare, il riscatto della laurea triennale. L’emendamento restringe infatti gli effetti positivi per coloro che hanno deciso di riscattare i primi tre anni universitari.
Come spiegano gli esperti, i mesi riscattati varranno progressivamente meno: si parla di un taglio di 6 mesi nel 2031, poi 12 mesi nel 2032, 18 mesi nel 2033, 24 mesi per chi matura i requisiti nel 2034 e fino a 30 mesi per chi li matura nel 2035.
Al limite si può andare in pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi, ma con l’emendamento presentato aumenta anche la finestra mobile che è necessario attendere prima di ricevere l’assegno. Questa sale dai 3 mesi previsti ora a 4 mesi nel 2032, poi a 5 mesi nel 2033 e infine a 6 mesi nel 2034.
Peggio della legge Monti-Fornero
Per la Cgil, l’emendamento alla legge di Bilancio sul tema delle pensioni riesce a fare peggio anche della legge Monti-Fornero, aumentando ulteriormente il tempo necessario per il pensionamento. “Non siamo di fronte a semplici aggiustamenti tecnici, ma a un vero e proprio inasprimento strutturale del sistema”, spiega Lara Ghiglione, segretaria confederale della Cgil.
Tra l’allungamento progressivo della finestra di decorrenza delle pensioni anticipate, fino a sei mesi, e l’adeguamento alla speranza di vita, l’accesso alla pensione anticipata passerebbe dai 42 anni e 10 mesi ai 43 anni e 9 mesi di contribuzione nel 2035.
Se a questo si aggiunge anche la penalizzazione del riscatto degli anni di studio, con una misura retroattiva, i contributi già pagati non produrranno più gli stessi effetti previdenziali ai fini dell’accesso alla pensione anticipata. Secondo le stime, verrebbero esclusi fino a 30 mesi di contribuzione dal 2035. Chi ha riscattato una laurea potrebbe arrivare così a 46 anni e 3 mesi di contributi prima di andare in pensione. “Siamo alla follia”, commenta Ghiglione.
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