Ritardi a Roma Termini e passeggeri furiosi, attese fino a 8 ore sull'Alta velocità: le tratte coinvolte
Roma Termini, ritardi record dei treni: stazione nel caos a causa di un suicidio sui binari in provincia di Cosenza
Altra giornata da incubo per la stazione Roma Termini, dove alcuni treni registrano ritardi fino a 8 ore. A generare il caos è stato un tragico evento: nella mattinata di giovedì 13 novembre, intorno alle 8:30, una collaboratrice scolastica si è gettata sui binari nei pressi della stazione di Praja-Ajeta-Tortora, in provincia di Cosenza, mentre passava un Frecciarossa diretto a Venezia. Per la donna non c’è stato scampo.
- Roma Termini, ritardi record: stazione nel caos a causa di un suicidio sui binari
- Assoutenti protesta: "Serve una normativa simile a quella degli aerei"
- Treni, quando si può chiedere il rimborso del biglietto
Roma Termini, ritardi record: stazione nel caos a causa di un suicidio sui binari
Dopo il suicidio avvenuto in Calabria, a Termini sono iniziati pesanti disagi per i viaggiatori. Sulla tratta Reggio Calabria-Roma alcuni treni hanno registrato 360 minuti di ritardo in partenza.
Per fare luce sull’estremo gesto della collaboratrice scolastica, i rilievi dell’autorità giudiziaria si sono prolungati fino alle 15.15 quando, da comunicazione ufficiale di Trenitalia, la circolazione ha iniziato pian piano a riprendersi.
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Tuttavia, come ha riferito Il Corriere della Sera, dopo le 16 i ritardi hanno continuato ad aumentare fino a sfiorare i 500 minuti nel treno AV 8418 Reggio Calabria-Venezia.
In particolare, le corse che hanno subito lo slittamento maggiore sono state quelle di quattro Frecciarossa e un Italo. Di seguito la situazione aggiornata al tardo pomeriggio di giovedì 13 novembre:
- AV 8418 per Venezia Santa Lucia: 480 minuti
- AV 9584 per Torino Porta Nuova: 412 minuti
- AV 8134 per Torino Porta Nuova: 404 minuti
- AV 9642 per Torino Porta Nuova: 308 minuti
- AV 9588 per Torino Porta Nuova: 283 minuti
Durante l’interruzione, ha spiegato Trenitalia, è stato attivato un servizio sostitutivo con bus fra Sapri e Paola.
Assoutenti protesta: “Serve una normativa simile a quella degli aerei”
“Dopo il nuovo caos registrato oggi sul fronte ferroviario servono indennizzi per passeggeri parametrati ai disagi subiti, i bonus non bastano”, ha protestato Assoutenti.
“Non è più procrastinabile una revisione della normativa sui diritti dei passeggeri delle ferrovie, per avvicinarla a quella già in vigore per il trasporto aereo. È necessario garantire un risarcimento equo e immediato a chi ha visto compromessi tempo, impegni e serenità di viaggio. Solo così si potrà ristabilire un rapporto di fiducia tra viaggiatori e servizio ferroviario”, hanno aggiunto dall’associazione.
E ancora: “Oggi migliaia di viaggiatori sono stati coinvolti nei pesanti disservizi che hanno colpito la circolazione ferroviaria. Da tempo chiediamo un piano straordinario per ridurre i problemi sulla rete e limitare disagi che purtroppo si verificano con eccessiva frequenza”.
Treni, quando si può chiedere il rimborso del biglietto
I passeggeri, quando si verificano ampi ritardi, possono chiedere un rimborso o un’indennità in base alle regole dell’operatore ferroviario scelto per il viaggio.
Trenitalia consente di avviare la richiesta quando il ritardo all’arrivo supera i 60 minuti: in questi casi sono previste forme di indennizzo indicate nelle tabelle ufficiali dell’azienda. Se il ritardo è pari o superiore alle 2 ore si applicano soglie più elevate.
Se invece la corsa del treno viene cancellata o parte con un ritardo superiore a un’ora, il passeggero può decidere di rinunciare al viaggio e avere il rimborso del biglietto acquistato.
Anche Italo ha regole simili a quelle di Trenitalia. Le condizioni specifiche e le modalità operative sono consultabili sui siti ufficiali dei due operatori.
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