Rivoluzione per l'orale della Maturità 2025, ministro Valditara spiega come cambia l'esame e le materie
Il ministro dell'Istruzione e del Merito Valditara ha risposto alle domande degli studenti sull’esame di Maturità, in particolare sulla prova orale
L’Esame di Stato torna a chiamarsi Maturità e la prova orale si focalizzarà su un numero ristretto di materie, ovvero due nella Maturità “classica” e quattro in quella moderna, scelte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nel mese di gennaio 2026 per poter garantire un maggior grado di approfondimento. Sono alcune delle novità che il ministro Giuseppe Valditara ha illustrato a Skuola.net.
- Le novità di Valditara sulla Maturità
- Chi rifiuta di fare l'orale viene bocciato
- Le prove scritte e i PCTO
Le novità di Valditara sulla Maturità
Giuseppe Valditara, nel vodcast youtube #Sapevatelo, ha risposto alle domande ricorrenti tra la community dei maturandi. Riguardo alle prova orale, il titolare dell’Istruzione ha detto che verterà su “quattro discipline. Che non significa non fare collegamenti interdisciplinari, ma fare quelli che sono utili per migliorare la valutazione“.
Per esempio, “saper collegare una domanda di greco con un argomento trattato in storia o filosofia ci sta tutto”, gli studenti però non dovranno trovare legami forzati tra una materia e l’altra.
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Gli studenti durante la prima prova della Maturità 2025
Sarà importante avere “conoscenza disciplinare delle quattro materie” che saranno indicate “a fine gennaio”. Anche se uno dei commissari dovesse essere abilitato in più materie, dovrà attenersi a fare domande su quella decisa dal ministero.
Per esempio un insegnante di storia e filosofia, se la scelta dovesse essere storia, non potrà chiedere cose di filosofia, a meno che il passaggio da una disciplina all’altra, anche tra quelle non oggetto d’esame, non venga fatto dallo stesso studente.
Chi rifiuta di fare l’orale viene bocciato
Dopo i diversi casi della Maturità 2025 con alcuni studenti che si sono rifiutati di sostenere la prova orale perché con gli scritti avevano già raggiunto il punteggio minimo per essere promossi, il ministro ha chiarito che l’esame orale è un passaggio obbligato.
“La scuola ti deve abituare ad affrontare i problemi, non ad aggirarli, a saper affrontare le valutazioni, non a rifiutarle, a saper affrontare le frustrazioni risolvendole”, ha dichiarato Valditara aggiungendo che “se cadi, la scuola deve abituarti a rialzarti perché ognuno di noi ha commesso degli errori”.
Poi il ministro ha spiegato che se si rifiuta di fare l’orale? “Non è un problema, ripeti l’anno“, ha avvertito.
Le prove scritte e i PCTO
Per quanto riguarda “i due scritti, il sistema di voto, la valutazione”, Valditara ha chiarito che resteranno gli stessi. Non cambieranno neanche le tempistiche nella comunicazione del voto degli scritti, che continuerà a precedere la prova orale.
I cinque punti “premio” che la commissione poteva assegnare, sulla base di precisi requisiti, a esami particolarmente brillanti diventano invece tre.
Continuerà ad avere un impatto di rilievo sul voto finale anche il peso della condotta, ben 40 punti.
Resta invariato il ruolo dell’alternanza scuola lavoro, ex PCTO, che oggi prende il nome di Formazione Scuola-Lavoro. Ciò che cambierà, ha sottolineato il ministro, riguarda soprattutto la modalità in cui questa si svolgerà durante l’anno. Infatti, non sarà più possibile “contemplare lavorazioni ad alto rischio”.
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