Roberto Burioni e i test del semestre filtro a Medicina, duro attacco agli studenti e ai genitori

Roberto Burioni ha parlato dei discussi test di Medicina: per il virologo superarli era molto semplice e le tante bocciature sono un campanello d'allarme

Pubblicato: Aggiornato:

Stanno facendo discutere alcuni post su Facebook di Roberto Burioni che, intervenendo sulla questione dei test del semestre filtro a Medicina, ha attaccato duramente gli studenti – bocciati in massa – e i loro genitori che avevano parlato di esami troppo duri. Facendo diversi esempi pratichi e riprendendo alcune domande, il virologo ha invitato i giovani a studiare di più.

Burioni sui test di Medicina

Roberto Burioni contro gli studenti di Medicina che hanno fallito i test del semestre filtro e contro le loro famiglie che li hanno difesi, attaccando invece chi quelle domande le aveva scritte.

Da diverse ore, il noto medico si è imbarcato in una crociata contro quegli studenti che non hanno superato un esame, a detta del virologo, semplice, invitandoli – attraverso diversi post sui social – a studiare di più e lamentarsi di meno.

I post sui social contro gli studenti

“Io li avrei superati al quarto anno di liceo insieme a tutti i miei compagni di classe. Bisogna lamentarsi di meno e studiare MOLTO di più. Se il liceo vi ha illuso (e ha illuso anche i vostri genitori che vi ritengono genî incompresi) promuovendo alla maturità il 99,98% di voi e dando in alcune regioni al 20% degli studenti il massimo dei voti è un’ottima occasione per riprendere contatto con la (dura) realtà”. Questo il messaggio scritto da Burioni che ha fatto scattare le polemiche: molto condiviso sui social, molto commentato, apprezzato e osteggiato da tanti, ha creato un vero e proprio dibattito.

L’indomani, poi, il virologo è tornato sull’argomento, scosso dalle tante critiche ricevute, ma rincarando la dose. “Devo correggermi: a diverse domande avrebbe saputo rispondere correttamente anche uno studente di seconda media. Personalmente se fossi il ministro identificherei chi non sa fare un’equivalenza e lo rispedirei in quinta elementare. Questo Paese fallisce totalmente nel fornire ai giovani una istruzione decente. Se si promuovono tutti a tappeto si avvantaggia non chi è meritevole ma chi parte da una posizione privilegiata. Io spero che uno studente che si è presentato a un esame universitario dopo cinque anni di scuola superiore e ha sbagliato a rispondere a una sola di queste domande si sia molto divertito durante quei cinque anni perché – se non appartiene a una famiglia molto benestante che gli garantirà una cospicua rendita di posizione- lo aspettano tempi estremamente difficili nella vita lavorativa”, ha aggiunto.

“Credo che il problema di come selezionare i futuri medici sia irrilevante rispetto all’oggettiva catastrofe scolastica dimostrata dai risultati di queste prove. La facilità delle domande è oggettiva, il quadro sconfortante. Il discorso non è sulle modalità di selezione a Medicina, ma sul livello spaventoso di ignoranza dimostrato dai partecipanti alla selezione. Stiamo parlando di altro, che non so come definire”, ha chiosato il medico.

Il medico contro i genitori

Parlando dei test di fisica per l’ammissione a Medicina, il docente di Virologia e Microbiologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano se l’è presa anche con i genitori, rei di difendere troppo i propri figli.

“Un genitore normale dovrebbe arrabbiarsi con il figlio che non ha studiato (o magari ha studiato, ma non abbastanza per le sue capacità intellettuali). Qui invece se la prendono con il ministro, con la scuola, con il governo, con il destino cinico e baro e infine con me, che ho avuto il torto di fare notare al mondo che molte domande di questi “difficilissimi” test sono di una facilità imbarazzante. I figli sono povere vittime, devastati da tre esami in un pomeriggio (poverini!) e io me li vedo al pronto soccorso che chiedono al paziente di sanguinare meno sennò si stressano e gli viene l’ansia”, ha detto.

Infine, l’attacco finale di Roberto Burioni al sistema scuola tutto. “Secondo me la realtà è questa: i vostri figli hanno veleggiato per anni in una scuola che voi avete voluto non selettiva (perseguitando ogni insegnante minimamente severo), che non gli ha chiesto di studiare perché l’importante era esprimere la propria personalità, approdando infine a una maturità che tra mille paure ha promosso il 99,98% di loro. La selezione, che avete accuratamente evitato, è arrivata. Due su tre non entreranno, e un esame che elimina il 66% dei candidati non è impossibile, ma è decisamente selettivo. Fateli sfogare per una settimana e poi invitateli a studiare seriamente per il prossimo anno. Dicendogli che non sono più alle elementari e nel mondo vero non basta l’impegno e il sacrificio: ci vuole il risultato”.

burioni-test-medicina ANSA