Runner Anna Zilio morta nel sonno, la Procura di Verona apre un fascicolo per omicidio colposo

La Procura di Verona ha aperto un fascicolo contro ignoti per l'ipotesi di omicidio colposo in concorso per Anna Zilio, la runner morta nel sonno

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Svolta nelle indagini sulla morte di Anna Zilio, la runner deceduta nel sonno il 14 ottobre a una settimana di distanza dal collega Alberto Zordan. La Procura di Verona ha aperto un fascicolo per omicidio colposo in concorso contro ignoti. Il pm Silvia Facciotti, inoltre, ha disposto esami tossicologici sui prelievi di sangue effettuati in sede autoptica. Per gli investigatori, quindi, la morte dell’atleta.

Si indaga per omicidio colposo in concorso

La notizia è riportata da L’Arena. Secondo il quotidiano veronese, la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo in concorso, nell’indagine relativa al decesso della runner Anna Zilio, 39 anni, morta nel sonno il 14 ottobre.

Il pm Silvia Facciotti ha fissato per lunedì 17 novembre alle 9:30 la nomina della dottoressa Donata Favretto, specializzata in tossicologia forense presso l’Università degli Studi di Padova, che avrà l’incarico di effettuare accertamenti tecnici irripetibili medico tossicologici sui campioni di sangue prelevati dal corpo dell’atleta in sede autoptica.

Come precisa Ansa, l’inchiesta della Procura di Verona si affianca all’indagine per l’ipotesi di reato di falso in certificati medici contro ignoti, riferita ai documenti emessi dopo il 2021.

Nel frattempo continuano le indagini sulla morte del collega Alberto Zordan, 48 anni, avviate dalla Procura di Vicenza. Zordan è deceduto nella notte tra l’1  e il 2 novembre in circostanze simili a quelle di Anna Zilio.

La morte di Anna Zilio durante il sonno

Come anticipato, Anna Zilio – 39 anni – è morta il 14 ottobre in circostanze ancora da chiarire. La donna viveva a Verona, e come riporta L’Arena il suo corpo si presentava composto e con un’espressione serena sul volto. La salma, inoltre, non presentava segni di spasmi dovuti a dolori acuti.

Nella sua abitazione erano presenti integratori, e gli accertamenti serviranno a stabilire se la donna abbia assunto farmaci prima di morire. Zilio e Zordan appartenevano alla stessa squadra di atletica, il Team Km Sport, ma non si conoscevano ed erano seguiti da medici e allenatori diversi.

Il mistero dei certificati medici

La morte di Anna Zilio ha da subito insospettito il pm Facciotti, dal momento che la 39enne conduceva una vita sana, allenata e controllata. Per questo la Squadra Mobile ha avviato le indagini ed è andata a ritroso nel tempo fino al 2021, quando la donna aveva presentato un certificato medico per interrompere la sua attività.

Secondo le indagini, Zilio lavorava come segretaria per il Team Km Sport e probabilmente proprio lei si occupava del caricamento dei certificati medici sulla piattaforma Fidal. Gli investigatori stanno cercando di capire se si siano verificate falsificazioni dei documenti.

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