Salta il divieto di educazione sessuale a scuola, Lega ci ripensa col consenso dei genitori: in cosa consiste
La Lega ha fatto un passo indietro sull'educazione sessuale e affettiva alle scuole medie, consentendola a una condizione
Cade il divieto di educazione affettiva e sessuale alle scuole medie, che sarà possibile con il consenso informato dei genitori. La Lega ha modificato la norma che essa stessa aveva proposto con un emendamento alla Camera. Rimangono però escluse le scuole elementari, dove sarà ancora proibito. L’Italia rimane uno dei pochi Paesi Ue senza una legge nazionale sul tema.
- La Lega ritira il divieto di educazione sessuale alle medie
- Esultano le opposizioni
- Italia tra i pochi Paesi Ue senza una legge sull'educazione sessuale e affettiva
La Lega ritira il divieto di educazione sessuale alle medie
Con un emendamento, la Lega ha modificato il ddl Valditara sulla scuola, reintroducendo la possibilità, per gli studenti delle medie, di partecipare a ore di educazione affettiva e sessuale.
La nuova norma prevede che i genitori degli alunni delle scuole secondarie di primo grado debbano però firmare un consenso informato prima che i propri figli possano partecipare alle lezioni.
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È la stessa modalità con cui gli studenti minorenni hanno accesso all’educazione affettiva e sessuale alle superiori.
Esultano le opposizioni
Esultano, almeno in parte, le opposizioni, che fin dalla presentazione della legge hanno osteggiato il progetto della Lega di eliminare l’educazione sessuale e affettiva dalle scuole. Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera e responsabile nazionale scuola Pd, ha dichiarato:
Abbiamo combattuto con determinazione dentro e fuori dal Parlamento per denunciare l’assurdità di quella norma e oggi possiamo dire che il risultato è arrivato: una vittoria del buonsenso, della scuola e della libertà educativa.
Il Pd e gli altri partiti di minoranza non sono soddisfatti. Sempre secondo Manzi, è necessario: “cancellare l’errore di fondo: quello di pensare che la scuola debba tacere su tutto ciò che riguarda la crescita emotiva, relazionale e sessuale degli adolescenti.
Italia tra i pochi Paesi Ue senza una legge sull’educazione sessuale e affettiva
L’Italia è rimasta uno dei pochi Paesi in Unione europea senza una legge nazionale che stabilisca quando e come vada insegnata l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole.
Gli altri Paesi che non si sono mai dotati di una norma di questo tipo sono Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia e Romania. Oggi l’educazione affettiva e sessuale è insegnata solo nelle scuole che prendono iniziative in questo senso e affidata ad associazioni di volontari che se ne occupano.
Uno studio ha inoltre rilevato che, tra il 2016 e il 2020, meno di un terzo delle iniziative di educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane rispettava i parametri dell’Unesco, che hanno esteso la materia agli aspetti: “cognitivi, emotivi, fisici e sociali della sessualità”.
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