Salvatore Garritano morto a 69 anni con una leucemia cronica, aveva denunciato l'abuso di farmaci nel calcio
Addio a Salvatore Garritano, ex calciatore del Torino: era malato di leucemia, aveva denunciato l'abuso di farmaci nel calcio
È morto Salvatore Garritano, ex calciatore del Torino. Aveva 69 anni e dal 2007 era malato di leucemia. Tra i protagonisti dello scudetto dei granata nel 1976, aveva denunciato l’abuso di farmaci nel calcio collegandolo alla scomparsa di tanti giocatori di quegli anni, deceduti poi per la sua stessa malattia, e che, come lui, venivano sottoposti negli spogliatoi a punture e altri trattamenti.
- Morto Salvatore Garritano
- Chi era l'ex calciatore
- Il ricordo del Torino
- La denuncia al sistema calcio su doping e farmaci
Morto Salvatore Garritano
Mondo del calcio in lutto per la morte di Salvatore Garritano, ex attaccante – tra le altre – del Torino, con cui riuscì a vincere lo scudetto nella storica annata 1975/1976. Garritano era la riserva di Graziani e Pulici, i cosiddetti “gemelli del gol”, e mise la sua firma sul tricolore con una rete al Milan che consentì ai granata di balzare in vetta alla classifica, primato poi tenuto fino alla fine del campionato.
Nel 2007 gli fu diagnosticata una leucemia cronica con cui ha convissuto fino ai suoi ultimi istanti in vita: si è spento nella giornata del 12 novembre a 69 anni. Ne avrebbe compiuti 70 il prossimo 23 dicembre.
Fb: Salvatore Garritano
Salvatore Garritano con l’ex ct Marcello Lippi
Chi era l’ex calciatore
Salatore Garritano era nato a Cosenza nel 1955. Fin dai suoi primi anni da calciatore, il suo talento lo aveva fatto emergere come uno dei calciatori più promettenti della sua generazione tanto da fargli raccogliere dieci presenze nella Nazionale Under 21.
Nel 1975, a 20 anni, passò dalla Ternana al Torino, club dove rimase per 3 anni, fino al 1978. Chiuso dalla storica coppia Pulici-Graziani, gli fu conferito il ruolo di prima riserva e, quando chiamato in causa, riusciva a lasciare il segno. Successe così anche la domenica del 4 aprile 1976 quando, con un tiro al volo, batté il portiere del Milan, Albertosi, e siglò la rete che permise ai granata di battere i rossoneri e superare definitivamente la Juventus in classifica. In quella stagione giocò 5 partite, complessivamente con il Toro collezionò 27 presenze e 6 gol.
Lasciati i granata, militò anche con Atalanta, Bologna, Sampdoria e Pistoiese, prima di scendere nelle categorie minori dove ha giocato fino ai 41 anni. Suo nipote, Luca Garritano, è centrocampista di 31 anni, passato anche dall’Inter e attualmente al Cosenza.
Il ricordo del Torino
Idolo della tifoseria granata, la sua scomparsa arriva a 185 giorni dal giorno in cui si celebreranno i 50 anni dell’ultimo scudetto vinto dal Torino, una data segnata nel calendario da anni dai supporter torinisti.
Il suo vecchio club ha voluto ricordarlo oggi con una nota. “Il presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club, addolorati per la triste notizia, sono vicini con affetto alla famiglia Garritano nel ricordo di Salvatore Garritano, ex calciatore granata dal 1975 al 1978. Con il Toro ha contribuito alla vittoria dello scudetto nel 1976 (determinante la sua rete contro il Milan, nella domenica del sorpasso sulla Juventus) e collezionato in totale 27 presenze e 6 gol, sfruttando nel migliore dei modi il ruolo di riserva della coppia titolare Pulici-Graziani. Alla famiglia, agli affetti più cari e ai tantissimi amici il cordoglio e l’abbraccio di tutto il mondo granata”, si legge.
Dopo un’intervista del 2010 in cui lamentava di essere stato preso in giro dal presidente del club, Urbano Cairo, reo di averlo scaricato dopo essersi mostrato solidale, lo stesso Torino gli venne incontro affidandogli un ruolo di osservatore. Tra i suoi amici più stretti era rimasto il suo ex compagno di squadra, Ciccio Graziani. “Ha sempre cercato di aiutarmi e voglio ringraziarlo pubblicamente”, aveva detto.
La denuncia al sistema calcio su doping e farmaci
Dopo la diagnosi della malattia, nel 2007, Garritano si era prodigato per denunciare l’abuso di farmaci nel calcio negli anni ’70 e ’80.
“Troppi miei compagni sono morti per quello che ci davano, prendevamo sempre qualcosa per andare in campo senza neppure domandare cosa fosse. Da ragazzo, quando sei poco consapevole di quello che stai facendo, ti pompano con ogni tipo di sostanza. Da adulto, quando ti sei ammalato e hai bisogno di aiuto, per loro sei già morto. Escluso, mobbizzato, cancellato. Nessuno ti telefona, e se li chiami si negano”, diceva a L’Espresso nel 2010, ricordando i casi di altri giocatori in campo con lui in quegli anni e poi deceduti per leucemia.
L’ex calciatore malato di leucemia segnalava l’omertà del mondo in cui aveva lavorato per anni che gli aveva voltato le spalle nel momento in cui aveva sollevato la questione delle punture negli spogliatoi. “Da un giorno all’altro mi si sono chiuse tutte le porte. Specie da quando ho iniziato a raccontare come andavano le cose nel calcio al pm di Torino Raffaele Guariniello. Da allora non sono più riuscito a trovare lavoro. Vivo solo con 1.400 euro di pensione e nessuno mi dà la possibilità di lavorare quando potrebbe essere la medicina più utile. Ho potuto contare solo sul contributo dell’Associazione italiana calciatori, mentre la Federazione mi ha totalmente ignorato. Sono escluso perché considerato pericoloso dopo quello che ho detto sul doping”, denunciava.
Fb: Salvatore Garritano