Sandro Mugnai assolto per aver ucciso il vicino che gli demoliva la casa con la ruspa, è "legittima difesa"

Arezzo, Sandro Mugnai assolto con formula piena: aveva ucciso a colpi di carabina il vicino che gli stava demolendo la casa con una ruspa

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La Corte d’assise di Arezzo si è pronunciata e per Sandro Mugnai è arrivata una sentenza di piena assoluzione. L’artigiano 56enne era prima stato accusato di omicidio volontario, poi di eccesso colposo di legittima difesa, per aver ucciso a colpi di carabina il vicino, il 40enne Gezim Dodoli, dopo che questo gli stava demolendo casa con una ruspa. La vicenda si è verificata nella notte fra il 5 e 6 gennaio 2023.

Arezzo, Sandro Mugnai assolto dopo aver ucciso il vicino di casa

Mugnai è stato assolto in quanto i giudici hanno ritenuto che abbia agito “in stato di legittima difesa“. Per l’artigiano, è così terminato un calvario giudiziario lungo quasi tre anni.

Il 56enne ha tirato un sospiro di sollievo quando venerdì 5 dicembre, nel primo pomeriggio, la presidente della Corte d’assise di Arezzo, Anna Maria Lo Prete, ha letto la sentenza che lo ha prosciolto con la formula più ampia.

Sandro Mugnai assoltoANSA
Sandro Mugnai

Presenti in aula tanti amici di Mugnai, oltre alla moglie e ai figli. Gioia immensa dopo l’assoluzione. L’artigiano è scoppiato in lacrime.

Il commento a caldo di Mugnai: “Anni difficili”

“Mi sento sollevato, è stato un periodo terribile”, ha sussurrato, come riferito dal Corriere della Sera, con un filo di voce, mentre ha abbracciato gli avvocati che lo hanno assistito, Piero Melani Graverini e Marzia Lelli.

“Finalmente un Natale sereno, ma stasera non festeggerò perché c’è sempre di mezzo la morte di un uomo. Sono stati anni difficili ma ho sempre avuto fiducia nella giustizia, la Corte d’assise ha agito per il meglio”, ha concluso l’imputato.

Parte civile contro la sentenza

L’avvocata di parte civile, Francesca Cotani, ha criticato la decisione dei giudici, sostenendo che, “se accettiamo la tesi della sentenza, da domani se qualcuno mi rovina l’auto mi posso mettere alla finestra e sparare un colpo”.

Secondo la legale, “le due fasi dell’aggressione non sono da collegare alla legittima difesa”. “I tre colpi partono dopo che l’escavatore si era fermato e aveva inserito la retromarcia. Mugnai ha accettato il duello, ha accettato la sfida e ha sparato”, ha concluso.

Il tentativo di demolizione del casale e gli spari con la carabina

La vicenda ha avuto inizio nella notte fra il 5 e 6 gennaio 2023, nelle campagne di San Polo di Arezzo. Allora, per motivi tuttora ignoti (forse per attriti legati a qualche vicenda del passato), Gezim Dodoli, che viveva nel piano sotto del casale dove abita anche Mugnai, si è messo alla guida della sua ruspa, scagliando il mezzo contro la costruzione.

Mugnai stava festeggiando l’Epifania insieme a 7 familiari, fra cui la madre, la moglie, un figlio, il fratello e la cognata. A un certo punto tutti hanno avvertito delle forti scosse causate dalle collisioni del mezzo pesante. L’abitazione ha iniziato a tremare e si è temuto il crollo.

L’artigiano ha così imbracciato la sua carabina da cacciatore, puntandola contro Dodoli. Ha esploso sei colpi, alcuni dei quali hanno raggiunto il vicino, non lasciandogli scampo.

“Dovevo difendere la mia famiglia”, ha sempre dichiarato il 56enne prosciolto da ogni accusa nelle scorse ore.

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