Saviano in lacrime dopo la condanna del boss, il video del crollo e dello sfogo durissimo contro la politica
Roberto Saviano in lacrime dopo la condanna confermata al boss Francesco Bidognetti, poi lo sfogo durissimo sui politici
Applausi e lacrime in aula. Roberto Saviano sopraffatto da un pianto liberatorio dopo la condanna confermata dalla Corte d’appello di Roma al boss Francesco Bidognetti. Quest’ultimo dovrà scontare un anno e mezzo di carcere per le minacce veicolate alla giornalista Rosaria Capacchione e a Saviano. Anche per il legale del capoclan, Michele Santonastaso, accusato dello stesso reato, confermata la condanna a un anno e due mesi. “Mi hanno rubato la vita, la mia vita è maciullata. Della politica nessuno in aula”, lo sfogo dello scrittore campano a margine della sentenza.
- Saviano crolla dopo la condanna del boss Bidognetti: "Mi hanno rubato la vita"
- Lo scrittore: "La mia vita maciullata"
- "La politica tacerà, ha già perso"
Saviano crolla dopo la condanna del boss Bidognetti: “Mi hanno rubato la vita”
“Mi hanno rubato la vita”. Lo scandisce tre volte Saviano, in lacrime, prostrato, dopo il pronunciamento della sentenza relativa alle minacce del boss Francesco Bidognetti e dell’avvocato Michele Santanastaso.
“Sedici anni di processi non sono una vittoria per nessuno, però è la dimostrazione incredibile che la Camorra in un’aula di tribunale, pubblicamente, ha dato l’interpretazione che è l’informazione a mettergli paura”, ha aggiunto lo scrittore.
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“Ora – ha proseguito Saviano – abbiamo la conferma in secondo grado che dei boss e i loro avvocati firmarono un appello mettendo nel mirino chi raccontava il potere criminale. E non attaccarono la politica, ma il giornalismo, insinuando che avrebbero ritenuto i giornalisti responsabili delle loro condanne. Questa cosa non è mai accaduta nel mondo in un aula di tribunale”.
Lo scrittore: “La mia vita maciullata”
“Di questa vittoria resta che la mia vita è stata maciullata, che io non sono stato capace di reggere tutto questo e tutto è stato travolto; è una vittoria che resta agli altri”, ha scandito sempre Saviano.
E ancora: “Per anni una parte della politica ha detto che era tutto falso, che era una menzogna. Si deve capire che quella parte politica è stata complice di tutto questo. Sono stati messi nel mirino i giornalisti. Io spero che dopo questa sentenza, anzi sogno, che io possa avere più libertà”.
“La politica tacerà, ha già perso”
“So bene – ha continuato – che questa sentenza porta di più a presidiare il mio corpo. Sogno di avere più libertà, di cavalcare una moto, voglio passeggiare…”
Quindi l’affondo sul mondo della politica: “E tutti i politici che hanno detto negli anni di togliermi la scorta non hanno fatto altro che sostenere questa legge criminale, di chi crede che la scorta sia un privilegio. Invece è un dramma”.
“La politica tacerà quasi tutta, una parte dirà qualcosa. C’era qualcuno in aula? Non era importante il processo perché ci fossi io, ma perché per la prima volta un’organizzazione criminale veniva messa sotto inchiesta per via di una dichiarazione pubblica. No, non c’era nessuno. La politica ha già perso”, ha concluso Saviano.
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