Scappa col Gratta e vinci da 500mila euro a Carsoli, ma era vincente per errore: svolta nel caso dei fidanzati
Il caso del Gratta e vinci di Carsoli è ufficialmente chiuso: il ticket non è vincente e dunque termina ancora prima di iniziare la contesa fra i fidanzati
Si chiude in maniera amara il caso del Gratta e vinci di Carsoli, piccolo centro in provincia dell’Aquila, dove un biglietto che pareva vincente ha visto una coppia scoppiare. Un uomo aveva regalato il biglietto alla compagna, la quale, credendo di avere vinto, si era dileguata. L’uomo aveva così deciso di passare alle vie legali ma l’iter, prima ancora di entrare nel vivo, è già giunto al termine: il ticket della discordia non era affatto vincente. In pratica è stato tutto un equivoco.
Il caso del Gratta e vinci di Carsoli
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha emesso il suo verdetto: il tagliando del Gratta e vinci da 500.000 euro non è mai esistito, era solo un errore di lettura.
Tutto era iniziato nel giorno della Festa della Donna, quando un uomo aveva regalato un biglietto della serie “Color Puzzle” alla compagna.
Il biglietto del Gratta e vinci era stato grattato con un accordo chiaro, almeno secondo lui: in caso di vincita, il premio sarebbe stato condiviso.
A operazione ultimata, ecco arrivare l’euforia: i numeri sembravano combaciare perfettamente con la vincita da mezzo milione di euro.
Il biglietto conteso
Poco tempo dopo, però, qualcosa è cambiato: la donna ha depositato il biglietto in banca ed è sparita facendo perdere le proprie tracce. Cosa che ha spinto il compagno a rivolgersi alla Guardia di Finanza per chiarire la situazione e avere metà della vincita.
Il responso dell’Agenzia delle Dogane
Prima ancora che volassero diffide e carte bollate, c’ha pensato la verifica ufficiale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a chiarire la situazione.
Gli operatori, grattando correttamente tutte le parti del tagliando, hanno scoperto l’errore e hanno verificato che uno dei numeri il realtà era sbagliato. Quello che pareva un 13 in realtà è un 43.
L’apparente vincita si è trasformata in uno dei tanti biglietti destinati a essere cestinati nel bidone della carta riciclata. O, al massimo, a trovare una seconda vita curiosa come accade nello studio dell’artista Emilio Costanzo, che ad Aspra (Bagheria) trasforma i Gratta e vinci perdenti in sculture tridimensionali giganti.
L’esito ufficiale del caso di Carsoli ha spento speranze e vanificato rancori, così come ha soffocato sul nascere ogni possibile contenzioso legale.
IPA