Scoperto buco nero da record più grande del Sole, dove si trova e perché il gigante dormiente fa paura a tutti

Osservato un buco nero grande come 36 miliardi di Soli a 5 miliardi di anni luce: tra i 10 più grandi mai scoperti, era nascosto in una galassia

Un buco nero da record, con una massa pari a 36 miliardi di volte quella del Sole, è stato individuato a 5 miliardi di anni luce dalla Terra. La scoperta, ne segue un’altra che ha portato all’identificazione del buco nero più distante mai confermato, a oltre 13 miliardi di anni luce. Insieme offrono uno sguardo sull’Universo.

Il gigante dormiente da 36 miliardi di Soli

Lo studio, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society e guidato dall’Università Federale del Rio Grande do Sul in Brasile, ha confermato la presenza di un buco nero supermassiccio al centro della cosiddetta “galassia a ferro di cavallo cosmico”.

Si tratta di un oggetto tra i dieci più grandi mai rilevati, con una massa 8.600 volte superiore a quella di Sagittarius A*, il buco nero al centro della Via Lattea. La sua individuazione è avvenuta tramite l’effetto “anello di Einstein”: la galassia ospite agisce come una lente gravitazionale, piegando la luce di un’altra galassia situata dietro di essa.

Buco neroANSA
In foto la Via Lattea

Il buco nero è “dormiente”, ossia non rilevabile per emissioni di raggi X e la sua presenza è stata dedotta dall’attrazione gravitazionale esercitata sulle stelle circostanti, che viaggiano a circa 400 km/s.

Perché il gigante dormiente non dovrebbe fare paura

Nonostante le sue dimensioni colossali e la massa pari a 36 miliardi di Soli, il “gigante dormiente” è situato a circa 5 miliardi di anni luce dalla Terra: una distanza talmente grande che la sua influenza gravitazionale non può in alcun modo avere effetti sul nostro sistema solare.

Inoltre, essendo un buco nero “dormiente”, non sta attivamente consumando grandi quantità di materia, quindi non emette le intense radiazioni tipiche dei buchi neri attivi. La sua scoperta è importante per gli scienziati, ma rappresenta solo un oggetto di studio, non una minaccia concreta per la Terra.

La sua esistenza aiuta a comprendere meglio come si siano formati e siano cresciuti i buchi neri supermassicci nell’Universo e a migliorare le tecniche per individuarli, anche quando restano silenziosi.

Il buco nero più lontano mai confermato

Ancora più sorprendente è la scoperta di un buco nero a oltre 13,3 miliardi di anni luce, nel cuore della galassia CAPERS-LRD-z9, osservata com’era appena 500 milioni di anni dopo il Big Bang.

La galassia appartiene alla nuova classe delle “Little Red Dots” (Piccoli Puntini Rossi): oggetti ultra-compatti e luminosi, il cui colore rosso deriva da una densa nube di gas che circonda il buco nero. Le osservazioni del telescopio spaziale James Webb hanno rivelato la sua firma spettrale, con movimenti del gas che confermano la natura dell’oggetto.

Con una massa stimata di 300 milioni di Soli, il buco nero rappresenta circa metà della massa dell’intera galassia ospite, un rapporto anomalo che sfida le attuali teorie di formazione.

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