Seminara invasa dalla puzza, scoperte 70 tonnellate di compost non trattato: due imprenditori nei guai
Due imprenditori sono stati denunciati a Seminara per gestione illecita di rifiuti: sequestrate 70 tonnellate di compost non trattato.
Due imprenditori sono stati denunciati per deposito incontrollato e combustione illecita di rifiuti a Seminara, dove sono state sequestrate 70 tonnellate di compost non trattato dopo numerose segnalazioni di odori nauseabondi nella piana di Gioia Tauro. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della Stazione di Gioia Tauro con il supporto del Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria, che hanno individuato la fonte delle esalazioni e posto sotto sequestro l’area incriminata.
Le indagini partite dalle segnalazioni dei cittadini
Stando alle informazioni pubblicate sul sito dei Carabinieri, tutto è iniziato quando numerosi cittadini hanno segnalato alle autorità locali e all’Arma la presenza di odori insopportabili e fumo nella piana di Gioia Tauro. Le lamentele si sono intensificate soprattutto nei giorni ventosi, quando l’aria risultava particolarmente irrespirabile. Le autorità hanno quindi avviato una serie di controlli per individuare la causa di questi fenomeni, che stavano creando disagio e preoccupazione tra la popolazione.
Il blitz dei Carabinieri e la scoperta del sito di stoccaggio
Nel corso delle indagini, i Carabinieri della Stazione di Gioia Tauro, insieme agli specialisti del Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria, hanno individuato un terreno nel comune di Seminara dove erano state ammassate circa 70 tonnellate di compost non fermentato. L’area, di proprietà di un’azienda locale di smaltimento rifiuti, è risultata essere il fulcro delle emissioni maleodoranti che avevano allarmato la cittadinanza.
Gestione irregolare dei rifiuti e vendita di compost non conforme
Dai controlli è emerso che l’azienda gestiva i rifiuti organici in modo completamente irregolare: i materiali venivano accumulati in grandi cumuli senza rispettare le procedure di trattamento e trasformazione previste dalla legge. Successivamente, il prodotto veniva rivenduto a diversi agricoltori della zona come “compost”. Tuttavia, quello commercializzato non era un fertilizzante naturale pronto all’uso, ma un materiale ancora in fase di maturazione, capace di generare esalazioni maleodoranti e potenzialmente tossiche.
Accuse di combustione illecita e rischi per la salute pubblica
Le indagini hanno inoltre permesso di accertare episodi di combustione illecita dei residui organici accumulati. Questa pratica, oltre a costituire un reato ambientale, ha contribuito a sprigionare sostanze nocive nell’aria e nel suolo, aggravando l’inquinamento e rappresentando una minaccia concreta per la salute pubblica, la qualità delle coltivazioni e la sicurezza alimentare dell’intera area.
Sequestro dell’area e operazione di bonifica
L’intera area aziendale è stata posta sotto sequestro dai militari. All’interno del sito sono stati trovati cumuli di rifiuti organici in vari stadi di decomposizione e tracce evidenti di combustione. Per contenere le esalazioni e mettere in sicurezza la zona, è stata necessaria una complessa operazione di bonifica, condotta in collaborazione con i Vigili del Fuoco e durata oltre 7 giorni. L’intervento ha permesso di limitare i danni ambientali e di tutelare la salute dei residenti.
Accertamenti in corso e ricostruzione della filiera
Le autorità stanno ora effettuando ulteriori accertamenti tecnici per valutare l’impatto ambientale dell’accaduto e ricostruire la filiera di distribuzione del materiale irregolare. L’obiettivo è individuare eventuali altri responsabili e comprendere l’estensione del fenomeno, che potrebbe aver coinvolto numerosi agricoltori della zona.
Presunzione di innocenza per gli indagati
Si ricorda che, trattandosi di un procedimento penale ancora in corso, i due imprenditori indagati devono essere considerati innocenti fino a sentenza definitiva di condanna, in conformità al principio costituzionale della presunzione di innocenza.
Il contesto ambientale e le preoccupazioni dei cittadini
L’episodio ha acceso i riflettori sulla gestione dei rifiuti organici nella piana di Gioia Tauro e nei comuni limitrofi. Le preoccupazioni dei cittadini riguardano non solo l’inquinamento dell’aria, ma anche i possibili effetti sulla qualità delle coltivazioni e sulla sicurezza alimentare. Le autorità hanno assicurato che proseguiranno i controlli per prevenire il ripetersi di simili episodi e garantire il rispetto delle normative ambientali.
L’area di Seminara resta sotto osservazione, mentre si attendono i risultati degli accertamenti tecnici e le eventuali decisioni della magistratura.
IPA
Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.