Sgombero Leoncavallo a Milano, sindaco Sala sorpreso dallo sfratto del centro sociale: piano per la nuova sede
Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha parlato dello sgombero del Leoncavallo, rivelando di non aver avuto informazioni prima: “Telefonata all’alba”
Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha parlato dello sgombero del centro sociale Leoncavallo, rivelando con una certa incredulità di non aver avuto informazioni a riguardo con il dovuto preavviso, ma anzi di essere stato avvisato solo alle prime luci del mattino da una telefonata del Prefetto. Una scelta che ha irritato non poco il primo cittadino.
Lo sgombero del Leoncavallo
Nella mattinata di ieri – giovedì 21 agosto 2025 – è stato improvvisamente sgomberato il Leoncavallo di Milano, uno dei centri sociali e culturali più importanti d’Italia, che ha segnato una parte di storia recente della città meneghina.
I circa 130 carabinieri giunti intorno alle 8 di mattina non hanno trovato nessuno all’interno della struttura, nonostante l’effettivo ordine di sgombero era previsto per il 9 settembre.
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Una data improvvisamente anticipata, a quanto pare senza una chiara e trasparente comunicazione tra le parti coinvolte. Tanto che il sindaco di Milano, Beppe Sala, non ha nascosto il suo fastidio per le modalità con le quali è stato effettuato lo sgombero.
Le parole di Beppe Sala
Il Leoncavallo era attivo da 31 anni e, come riportato dal Corriere della Sera, il primo cittadino Beppe Sala ha chiarito con fastidio che “per un’operazione di tale delicatezza, al di là del comitato, c’erano molte modalità per avvertire l’amministrazione. Tali modalità non sono state perseguite”.
In aggiunta, solo pochi giorni fa c’è stata a Palazzo Marino la riunione in Prefettura del Comitato di pubblica sicurezza, alla quale ha partecipato il vicecomandante della Polizia Locale in rappresentanza del sindaco.
In quell’occasione però, come spiegato da Sala, “non è stato fatto cenno ad alcuno sfratto esecutivo del centro sociale Leoncavallo”, che era difatti convinto lo sgombero avvenisse il 9 settembre, cioè alla data prestabilita. Fino a quando non è arrivata, a pochi minuti dall’inizio dello sfratto, la telefonata del prefetto Claudio Sgaraglia.
La manifestazione per il centro sociale
Per Beppe Sala il Leoncavallo “riveste un valore storico e sociale nella nostra città […] A mio parere, questo centro sociale deve continuare ad emettere cultura, chiaramente in un contesto di legalità. Confermo la volontà di mantenere aperta l’interlocuzione con i responsabili delle attività del centro sociale”.
Ma, nonostante le buone intenzioni, lo sgombero preventivo non è stato accolto bene, tanto che è già stata indetta una manifestazione nazionale per sabato 6 settembre, come spiegato dallo storico esponente del centro sociale Daniele Farina.
Sulla stessa linea di Beppe Sala anche la vicesindaca Anna Scavuzzo: “Non era in discussione l’allontanamento del Leoncavallo da via Watteau, c’era una data fissata in un percorso istituzionale corretto. Questo strappo improvviso è stata una forzatura senza senso”.
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